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Roma, la nuova discarica finisce in Procura. Inchiesta sui nuovi siti

Dal quotidiano gratuito Leggo del 24 febbraio 2012

ROMA, LA NUOVA DISCARICA FINISCE IN PROCURA. INCHIESTA SUI NUOVI SITI

di Lorena Loiacono

Presunte irregolarità, falso materiale e ideologico. Sono questi i reati ipotizzati nel fascicolo aperto dalla Procura di Roma in merito alla scelta dei siti per le nuove discariche del post Malagrotta.

Per ora le indagini procedono contro ignoti ma nei giorni scorsi negli uffici della Regione Lazio sono iniziati i sopralluoghi da parte degli investigatori, con tanto di ricerca di documenti e testimonianze di vari funzionari. In seguito agli esposti presentati alla magistratura dai comitati e dai singoli cittadini, gli inquirenti dovranno ora accertare presunte irregolarità legate all’individuazione dei siti alternativi alla discarica di Malagrotta, prossima alla chiusura prevista per il 30 giugno. Il prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario straordinario per l’emergenza rifiuti nel Lazio, ha individuato infatti nell’area di Corcolle-San Vittorino e nelle cave di Quadro Alto, a Riano, le due possibili discariche in attesa dell’allestimento di quella di Pizzo del Prete, pronta soltanto fra tre anni.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e affidate ai sostituti Maria Cristina Palaia e Alberto Galanti, saranno portate avanti dai carabinieri del NOE: i militari dovranno accertare la correttezza delle informazioni fornite dagli esperti al prefetto, per la scelta dei siti ritenuti idonei. Sotto la lente di ingrandimento quindi i vincoli ambientali e paesaggistici e la stretta vicinanza ai centri abitati. È proprio questo il punto contestato dai comitati dei cittadini: la discarica di Corcolle sorgerebbe infatti a ridosso di Tivoli e a due passi dall’area archeologica di Villa Adriana mentre le cave di Quadro Alto porterebbero la spazzatura ad appena 300 metri dalle case dei residenti, non senza vincoli ambientali. Ma non è tutto. Al vaglio degli investigatori anche la scomparsa dai documenti della Regione, contenenti la rosa dei siti individuati per le discariche, di un’area nei pressi di Allumiere che ha poi lasciato il posto a quella di Corcolle.

L’INTERVISTA A GIORGIO COPPOLA, PORTAVOCE DEL COMITATO RIANO NO DISCARICA

 

DOMANDA. Siete soddisfatti dell’intervento della Procura?

RISPOSTA. «Non chiedevamo altro. Il nostro interesse è quello di verificare la correttezza delle operazioni. Ora non resta che affidarci alla magistratura, continuando a seguire le strade della legalità».

D. Perché vi opponete alle discariche?

R. «Pensiamo che non siano stati individuati siti idonei. A Riano le falde acquifere, ad appena 20 centimetri dal piano calpestabile, a contatto con i rifiuti inquinerebbero tutta l’area fino a Roma. A Corcolle c’è il vincolo di Villa Adriana».

D. Ma il problema dei rifiuti resta, non vi interessa?

R. «Certo, ci preoccupa. Da mesi sosteniamo che si sta perdendo tempo prezioso: questi siti non potranno accogliere le discariche. La Capitale rischia di fare la fine di Napoli».

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