Sito Pubblico del Social Forum di Terracina

Nuove tutele per il paesaggio

Dall’inserto Economia del Corriere della Sera del 15 giugno 2009

NUOVE TUTELE PER IL PAESAGGIO

No alle pale in nome dell’estetica. Sì alle pale perché fanno bene all’ambiente. Il dibattito è più che mai acceso. Il fronte del «no» annovera Ernesto Galli Della Loggia che tuona contro la «lebbra eolica», Alberto Asor Rosa che plaude al «divieto di pala» proclamato da Volterra. E anche Vittorio Sgarbi che si appella al capo dello Stato perché fermi «lo stupro delle pale». Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, rivendica fiero di «aver fermato l’eolico». Ma anche il sindaco di Gela Rosario Crocetta dice che sul golfo, tra le trivelle del petrolchimico, vuole gettare «uno sguardo pulito», non offuscato dai mulini che l’ENEL progetta a quasi 6 chilometri dalla costa. «Vogliono rubarci anche la bellezza – rincara Sgarbi – l’ultima cosa che rimane alla Sicilia martoriata dalla mafia».

Il più accanito è l’ex ministro dell’Ambiente Carlo Ripa Di Meana, che da anni guida Italia Nostra in una crociata senza quartiere: «Le gigantesche centrali industriali eoliche, che si avvicinano ormai ai 150 metri di altezza, sono rovinose per il paesaggio italiano in ogni sua espressione». L’Italia dovrebbe insomma bandire l’eolico dai suoi confini. Ma non tutti la pensano così.

Accordi

Legambiente e Greenpeace hanno appena firmato un protocollo d’intesa con l’Associazione Nazionale Energia del Vento, per il corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio. «In assenza di una direttiva nazionale che desse dei criteri di limitazione, gli associati ANEV si sono sempre autoregolamentati con una speciale attenzione nei confronti del territorio italiano e delle sue caratteristiche particolari estetiche e orografiche», spiega Simone Togni, direttore generale dell’associazione. Ora questi criteri sono stati codificati meglio e condivisi con le associazioni ambientaliste. «L’intesa esclude la costruzione di parchi eolici da tutte quelle aree che, pur non essendo precluse dalla normativa vigente, sono di particolare pregio ambientale e paesaggistico. Impone l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, quindi le più efficienti e silenziose. Obbliga alla minimizzazione degli impatti visivi e al ripristino totale dello stato dei luoghi al termine dei 15 anni di vita tecnica degli impianti», precisa Togni.

Sondaggi

Il protocollo d’intesa mette tutti i crociati della campagna anti-eolico di fronte alla realtà: le associazioni ambientaliste sono in maggioranza dalla parte delle pale. «Questo rispecchia la posizione prevalente nella popolazione: in generale l’accettazione dei nostri impianti è molto alta e non c’è un singolo progetto eolico che sia stato bloccato dalle proteste locali. Perfino il famoso caso del parco eolico di Scansano, portato davanti al giudice da un proprietario terriero del posto e da Italia Nostra, è finito in nulla e le pale continuano a girare come prima», sostiene Togni. Lo dimostrano i vari sondaggi d’opinione condotti sia dall’ANEV che da fonti indipendenti, dove le percentuali di favorevoli alla costruzione di campi eolici, anche vicini a casa, si aggira sul 95%. Chi ha ragione, dunque? «A giudicare dall’esito delle elezioni, si direbbe che i politici filo-eolico abbiano centrato l’obiettivo meglio degli altri», commenta Togni.

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