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Italia a tre velocità anche per i RAEE. Centro-Nord leader, il Sud arranca

Dall’inserto Affari & Finanza di Repubblica del 6 luglio 2009

ITALIA A TRE VELOCITÀ ANCHE PER I RAEE. CENTRO-NORD LEADER, IL SUD ARRANCA

di Rosaria Amato

Dal 99,5% dell’Emilia Romagna al 25,7% della Sicilia, passando dal 55,5% della Campania. In media nel 2008 il 78,5% della popolazione italiana risultava servita dal nuovo sistema multiconsortile RAEE, ma tale percentuale è una media che rispecchia realtà molto differenti. Ancora una volta, come spiega il Centro di Coordinamento RAEE, ci si trova in presenza di “un’ Italia a tre velocità”. In dettaglio, “le regioni del CentroNord si attestano su percentuali piuttosto alte. Il dato medio, considerando tutto il Nord Italia, è del 92,1%, in termini di popolazione servita. Si arrivano a toccare punte del 99,5% in Emilia Romagna, del 94% nel Veneto e del 91,5% in Lombardia”. Nel Centro Italia la percentuale della popolazione servita in media è intorno al 78%, ma ci sono regioni che vantano percentuali ben superiori, analoghe a quelle del Nord, come il 90,9% dell’Umbria e l’81,7% della Toscana.

La situazione, attesta il “Rapporto Annuale sul sistema di ritiro e trattamento dei RAEE”, “è notevolmente più difficile nel Sud e nelle isole. I motivi di tale ritardo sono imputabili anche a una maggiore difficoltà di accesso al nuovo Sistema RAEE, dovuto principalmente alla mancanza strutturale di Centri di Raccolta”. E pertanto, la popolazione servita “si attesta intorno al 52%”, con alcune eccezioni: “la Basilicata, dove il 61,5% della popolazione viene servita dal sistema RAEE “, e la Puglia, con il 74,4%. Fanalino di coda la Sicilia, con una percentuale del 25,7%.

Anche se si guarda ai quantitativi di RAEE raccolti primeggia il Nord. In testa, con una quantità di gran lunga superiore a quella di tutte le altre Regioni, comprese le prime classificate, la Lombardia, con 16.629.070 chilogrammi di RAEE raccolti. Di seguito il Veneto, che ha raccolto nel 2008 9.374.286 kg, superando il Piemonte di 1.629.447 kg. In coda il Molise, con 128.013 kg raccolti, penalizzato probabilmente, dal fatto di essere una regione dalle modeste dimensioni, tant’è vero che al penultimo posto si trova la Valle d’Aosta, altra microregione, ma del Nord Italia, in coda alla classifica, con 184.585 kg di raccolta.

Ai dati sulla popolazione servita e sui quantitativi di RAEE raccolti nel corso del 2008 vanno affiancati quelli sui centri di raccolta. È evidente infatti che, in attesa dell’imminente partenza del sistema di ritiro “uno contro uno” (previsto dal Decreto legislativo 151/2005, ma non ancora vigente, in mancanza di uno specifico decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente, atteso già da tempo), la presenza di centri di raccolta comunali o comunque molto capillari facilita il contributo dei singoli cittadini alla rete predisposta dal Centro di Coordinamento. Dal Rapporto Annuale risulta che i 2785 centri di raccolta italiani sono così distribuiti: 2.130 al Nord Italia, 308 al Centro e 347 nel Sud e nelle Isole. Sembrerebbe a prima vista che il Centro se la cavi molto bene a dispetto del numero basso di punti di raccolta, mentre il Mezzogiorno risente della scarsità. In testa a sorpresa la Campania, con 113 centri di raccolta. Seguono la Puglia (77 centri) e la Sardegna (60). In coda il Molise con 14, mentre la Basilicata ne ha 22 e la Sicilia 28.

Nel Centro Italia primeggia la Toscana, con 91 centri di raccolta (che funzionano a pieno ritmo, considerato che la quantità di RAEE raccolti dalla Toscana, 4.791 tonnellate, è superiore a quella di diverse assai meglio servite regioni del Nord Italia). Seguono il Lazio, con 81 centri di raccolta, l’Umbria e le Marche. Ultimo l’ Abruzzo, con 13 centri di raccolta.

Nel Nord primeggiano i 711 centri di raccolta della Lombardia, seguiti dai 352 dell’Emilia Romagna, i 414 del Veneto, i 236 del Piemonte e i 187 del Friuli Venezia Giulia. Ultima la Valle d’Aosta, con 9 centri che hanno permesso nel 2008 la copertura di appena il 39% della popolazione e la raccolta di 184.585 kg di RAEE.

«Il problema al Centro e soprattutto al Sud è quello delle isole ecologiche – conferma Fabrizio Longoni, direttore del Centro di Coordinamento RAEE – i Comuni avevano l’obbligo di crearne un numero adeguato già dal ’97, ma al Sud lo hanno fatto in pochi. E quindi, se è sicuramente vero che lo scambio uno contro uno potrà favorire il cittadino, che non dovrà più andare alla ricerca di un centro di raccolta lontano chilometri e chilometri, rimane il problema per il distributore: dove porterà i RAEE, se non ci sono abbastanza isole ecologiche?».

Colmare il gap tra Nord e Sud permetterà anche il raggiungimento dell’obiettivo che la legge italiana e comunitaria si prefiggono: la raccolta e il recupero di quattro chili di RAEE per abitante. «Nel 2008 siamo arrivati a 1,4 kg. – dice Longoni – Tuttavia le nostre stime potrebbero essere inferiori alla raccolta effettiva, dal momento che il passaggio al Centro di Coordinamento RAEE è stato graduale, e nella prima parte dell’anno la raccolta è rimasta per lo più nelle mani dei Comuni. Credo che quindi la cifra effettiva sia di circa due chili per abitanti. Ma con la partenza dello scambio uno contro uno si potrebbe raggiungere l’obiettivo dei 4 chili per abitante già nel 2009».

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