Dall’inserto Affari & Finanza di Repubblica del 6 luglio 2009
FRIGORIFERI, CONGELATORI E SCALDABAGNI FANNO LA PARTE DEL LEONE NELLA RACCOLTA
di Rosaria Amato
Cosa sono esattamente i RAEE, e come si compone la raccolta? La partenza del nuovo sistema integrato ha permesso per il 2008 una stima precisa delle apparecchiature elettriche ed elettroniche arrivate nei centri di raccolta e trattate dai Sistemi Collettivi. Una prima grande divisione è tra RAEE “domestici”, cioè “provenienti da nuclei domestici o analoghi per natura e quantità”, e RAEE “professionali”, cioè “rifiuti prodotti dalle attività amministrative o economiche”. Le prime, cioè, sono le apparecchiature utilizzate dalle famiglie e le seconde dagli enti pubblici e dalle imprese private. I centri di raccolta, gestiti in genere dai Comuni, ritirano solo RAEE “storici”, quelli immessi sul mercato prima dell’1 gennaio 2008, provenienti dai nuclei domestici. Di contro, i Sistemi Collettivi recuperano e riciclano tutti i tipi di RAEE (anche se poi alcuni hanno delle specializzazioni particolari).
Arrivati ai centri di raccolta, i RAEE vengono suddivisi in cinque categorie. Proprio in base a questa divisione il Centro di Coordinamento RAEE ha stimato che per il 2008 il 36,58% della raccolta è stato costituito da “apparecchiature refrigeranti”, cioè frigoriferi, congelatori e scaldabagni (percentuale corrispondente a 24.039.185 kg di materiale); il 20,60% da “grandi bianchi”, cioè elettrodomestici del tipo lavatrici, lavastoviglie e cappe (percentuale corrispondente a 13.535.713 kg di rifiuti); il 27,48% da apparecchi televisivi e monitor (18.058.486 kg di rifiuti). La quarta categoria è costituita da “PED, CE, ICT, apparecchi illuminanti e altro”: si tratta di piccoli elettrodomestici (frullatore, macchina per il caffé elettrica, etc.), prodotti elettronici di consumo, telecomunicazioni, informatica (pc portatili), elettroutensili, giocattoli, dispositivi medici, apparecchi illuminanti privi di sorgente luminosa e altro; in questo caso la raccolta ha raggiunto la percentuale del 15,02%, corrispondente a 9.868.642 tonnellate. Infine l’ultima categoria di RAEE, R5 (sono tutte denominate R, seguita da un numero), è costituita dalle cosiddette “sorgenti luminose”: sono lampade a fluorescenza, e anche per le dimensioni costituiscono una piccola minoranza della raccolta, corrispondente a 211.388 kg, lo 0,32% del totale.
Dai centri di raccolta, i RAEE arrivano ai “Sistemi Collettivi”: infatti la legge attribuisce ai produttori di apparecchiature elettroniche ed elettriche “la responsabilità di finanziare e gestire la raccolta verso le isole ecologiche ed il trattamento dei RAEE”. E quindi sono stati costituiti consorzi o società senza finalità di lucro, ai quali i produttori si associano in base a una loro libera scelta. Attualmente quelli attivi in Italia nel settore dei RAEE domestici sono 15: si tratta di Apiraee; Ccr Reweee (smaltisce rifiuti domestici e professionali e anche pile e accumulatori), Dataserv Italia; Ecodom (costituito dai principali produttori italiani di grandi elettrodomestici, calde e scaldacqua); Ecoelit (raccoglie alcune aziende internazionali del comparto degli elettroutensili); Ecoem (raccoglie aziende che operano nel settore dell’elettronica di consumo); Ecolamp (specializzato nel recupero e nello smaltimento di apparecchiature di illuminazione e sorgenti luminose); Ecolight (a vocazione generalista, rappresenta oltre 1.000 aziende consorziate); Ecoped (specializzato in piccoli elettrodomestici); Ecorit; Ecosol; Erp (fondato da alcune multinazionali); Raecycle; Rimedia; Ridomus (specializzato nel riciclo di condizionatori per uso domestico).
















Scritto da supermarco
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