Da Latina Oggi del 10 luglio 2009
LATINA VIAGGIA A METANO
di Stefania Guarniero
Da oggi in poi anche a Latina si potrà parlare di mobilità sostenibile. Sono stati presentati ieri i nuovi tre bus a metano che il Comune di Latina ha acquistato tramite un cofinanziamento della Regione Lazio e che andranno ad arricchire il parco macchine del trasporto urbano. I nuovi veicoli ecologici avranno un impatto ambientale bassissimo, con 60 tonnellate annue in meno di emissioni inquinanti e un risparmio di oltre il 30% di anidride carbonica. A queste caratteristiche si accompagna inoltre una maggiore silenziosità e minori costi di combustibile. Per avere inoltre un’idea del risparmio in termini di consumi, basti pensare che 100 chilometri percorsi con un bus a metano costano circa 20 euro, contro gli oltre 44 necessari per coprire la stessa distanza con un bus a gasolio. «Questi primi tre bus sono solo il primo passo verso un trasporto pubblico totalmente sostenibile – ha sottolineato il sindaco Zaccheo -, il nostro prossimo obiettivo sarà infatti quello di convertire l’intero parco macchine entro i prossimi cinque anni».
Presente ieri anche l’assessore ai Trasporti Felice Palumbo, che ha dichiarato che a breve Latina sarà dotata anche di un quarto veicolo a metano, «non appena verrà indetta la gara d’appalto». Peculiare il ruolo svolto dalla Regione Lazio per raggiungere questo obiettivo, in particolare nella persona dell’assessore regionale alla Mobilità Franco Dalia. L’Ente ha stanziato oltre un milione di euro per l’acquisto dei quattro bus a metano, dal costo di oltre 280.000 euro ciascuno. Già nel pomeriggio i veicoli sono stati messi a disposizione della cittadinanza, anche se ancora non si conosce l’itinerario che seguiranno, ma, come ha spiegato l’assessore Palumbo, «le fermate saranno compatibili con i punti di rifornimento». Inevitabile collegare l’introduzione di queste vetture ecologiche con i bus elettrici che solo poco tempo fa sembravano dover diventare la nuova realtà del trasporto pubblico. Un progetto che, a detta di Zaccheo, «non è stato affatto abbandonato, ma la sua messa in atto ha incontrato problemi di fattibilità legati in particolare alla mancanza dei servizi necessari per garantirne l’effettiva mobilità».


