Dal Corriere della Sera del 9 luglio 2009
DALLA TERRA PIÙ CALDA AL LIVELLO DEI MARI: I 5 PUNTI CHE DIVIDONO GLI SCIENZIATI
di Giovanni Caprara
La questione ambientale divide ancora gli scienziati, che talvolta sono contrapposti in modo radicale, non condividendo gli stessi dati. Ecco i cinque punti principali sui quali si discute.
La temperatura media
Dal 1895 al 2002 si misura un aumento di 0,7 gradi. Ma alcuni mettono in luce che esistono delle fluttuazioni e alcuni abbassamenti, come dopo la seconda guerra mondiale, che vanno in controtendenza. Poi c`è un aspetto regionale: in Asia non è aumentata nonostante il forte sviluppo industriale. E questo si spiegherebbe con l`aumento degli aerosol generati dalla produzione, che bilancerebbero la formazione di anidride carbonica.
Il livello dei mari
L’aumento delle livello delle acque oceaniche sarebbe di 1-2 millimetri negli ultimi cinquant’anni. Secondo molti scienziati queste misure non sono attendibili, anche perché spesso frutto di modelli teorici i quali hanno una debolezza intrinseca che inficia il risultato.
L’aumento della CO2
Alcune rilevazioni dicono che nel 1860 c’erano nell`aria 290 parti per milione di C02 ed ora siamo a 380 parti per milione. Alcuni sostengono che non c’è stato alcun aumento, affermando che i modelli di calcolo sono impropri e fuorvianti. Si fa notare, ad esempio, che l’aumento degli incendi nelle zone tropicali produce nubi gialle formate da polveri le quali assorbono molto la luce solare, contribuendo al riscaldamento al pari dell’anidride carbonica. Quindi non è detto che la C02 sia la vera causa dell`aumento della temperatura.
Il volume dei ghiacci
Le indagini mostrerebbero una diminuzione del 50% del volume globale dei ghiacci. Secondo alcuni questo sarebbe ancora l’effetto lungo provocato dall`ultima glaciazione avvenuta 20.000 anni fa da allora la diminuzione è continuata. Ma un altro argomento sottolinea che sia improprio esibire alcune conclusioni negative se prima non si stabilisce un riferimento preciso: 10 anni fa o 10.000 anni fa. Ci sono inoltre delle fluttuazioni e delle variazioni non spiegate: ad esempio in Antartide esistono zone dove i ghiacci aumentano e altre dove invece sono in diminuzione. I ghiacci dell`Himalaya o del Kilimangiaro possono subire variazioni non per il riscaldamento ambientale, ma per le variazioni dei venti.
I modelli inadeguati
Nelle discussioni, però, emerge soprattutto la criticità dei modelli teorici impiegati dai ricercatori. «Sono assolutamente insufficienti — nota Guido Visconti, fisico dell’atmosfera dell’Università dell`Aquila -. Spesso si rivelano insufficienti nei dati di base ma talvolta accade che alcuni scienziati utilizzino modelli semplici per descrivere fenomeni complessi. Di conseguenza, il risultato è sbagliato».


