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Investimenti e favori, così operava il gruppo

Dal Messaggero del 7 luglio 2009

 

INVESTIMENTI E FAVORI, COSÌ OPERAVA IL GRUPPO

 

Dall’investimento dei soldi provento di attività illecite in società “pulite” alle segnalazioni di controlli nei cantieri, dal pagamento a tempo di record di fatture per gli appalti al “passaggio” di tutte le carte relative all’appalto per i servizi cimiteriali del Comune. Sono 36 gli episodi contestati agli indagati coinvolti nell’operazione “Damasco”. Ad alcuni di loro oltre all’ordinanza di custodia è stato notificato contestualmente anche l’avviso di chiusura delle indagini, in particolare a coloro che operavano con le società del mercato ortofrutticolo. “Imponevano” prodotti e prezzi e per poter operare era necessario avere il loro consenso. Poi ci sono i mandati di pagamento alle società di pulizia, gli imprenditori “avvertiti” dei controlli nei cantieri, i funzionari pubblici che pur sapendo a chi facessero capo le società si prodigavano per accelerare i pagamenti mentre altri fornitori del Comune restavano in attesa.

Un sistema che ha cominciato a sgretolarsi da quando, nell’estate 2005, i carabinieri hanno iniziato a occuparsi dei Tripodo e del loro attivismo sul territorio. Più i militari ascoltavano, pedinavano, raccoglievano elementi e più uscivano particolari a dir poco inquietanti. A carico del gruppo che gli stessi Tripodo avevano messo in piedi, fidando su Izzi nel frattempo fatto eleggere al Consiglio comunale con un dato record, diventato assessore, in grado di chiedere a funzionari e dipendenti “favori” che comunque secondo l’accusa erano remunerati. Un gruppo rimasto pressoché sempre lo stesso, al punto che gli investigatori hanno escluso ieri il coinvolgimento di altri politici nell’inchiesta a parte l’assessore Serafino Stamegna.

Ieri mattina, intanto, nel corso delle numerose perquisizioni, sono stati acquisiti documenti contabili, assegni e altri titoli di credito sui quali continueranno gli accertamenti. Durante gli arresti c’è stato il tentativo di Igor Catalano di fuggire: è saltato da una finestra ma poco dopo ha trovato altri carabinieri pronti ad attenderlo. La “festa” era finita.

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