Dal Corriere della Sera del 28 giugno 2009
I CONTI DI BONO: «È IL MOMENTO DI MANTENERE LE PROMESSE FATTE»
di Maria Antonietta Calabrò
Da Bono degli U2 al cardinale Oscar Andre’s Rodriguez Mariadaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) e presidente di Caritas internationalis, la denuncia è unanime: l’Italia ha diminuito di oltre la metà il suo aiuto allo sviluppo per i Paesi poveri (APS). La percentuale più bassa da 20 anni, nonostante le promesse dello 0,7% del PIL. E questo, ha detto il cardinale, «non è affatto un buon segno per il summit del G8 di quest’anno, proprio in Italia».
Ancora più impietoso il Rapporto DATA 2009 (un’organizzazione il cui nome è un acronimo che sta per «Debt, AIDS, Trade in Africa» ed è stata fondata da Bono nel 2002) il cui obiettivo è monitorare il rispetto degli impegni presi dal G8 nei confronti dell’Africa. Dallo studio emerge con chiarezza che mentre i Paesi del G8 nel suo complesso stanno iniziando a fornire importanti aiuti di qualità, le performance negative di Italia e Francia minacciano di vanificare i progressi compiuti. In particolare l’Italia — presidente G8 nel 2009 — ha rispettato solo il 3% degli impegni presi a Gleneagles nel 2005. C’è quindi bisogno, secondo DATA, per riconquistare credibilità internazionale, di rifinanziare il taglio all’APS 2009, di almeno 411 milioni di euro. Altri 500 milioni serviranno a sostenere una Partnership globale per l’Agricoltura. Va infine definito un «piano di rientro» per raggiungere lo 0,7% di APS su RNL (reddito nazionale lordo) entro il 2015.
Bono (la cui canzone “City of Blinding Lights” è la preferita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama tanto da essere stata usata come sottofondo nella sua campagna elettorale) chiama in causa direttamente il governo italiano: «Noi abbiamo detto tutto quello che potevamo su questa situazione. Noi sappiamo per conoscenza diretta, oltre che dai fatti, che c’è un supporto bipartisan, da destra e da sinistra, affinché l’Italia mantenga le sue promesse. Sappiamo che i cuori e le menti del popolo italiano sono con noi».
Il leader degli U2 aggiunge: «Noi speriamo che le pressioni dei premier e dei cittadini cambieranno in pochi giorni questo stato di cose».
Il caso italiano, però, non è isolato: solamente cinque Paesi hanno raggiunto l’obiettivo dello 0,7 del PIL. Gli Stati Uniti arrivano appena allo 0,2%.
Per il cardinale Maradiaga, i capi di Stato «non dovrebbero usare la crisi finanziaria come una scusa per tagliare l’aiuto allo sviluppo». Il motivo è la sopravvivenza di decine di migliaia di esseri umani: «Poiché il 70% del finanziamento della sanità viene dai donatori esterni, come è il caso di molti Paesi dell’Africa, tagliare gli aiuti significa sacrificare vite umane».
Più in generale, in vista dell’imminente summit dell’Aquila, il presidente della Caritas Internationalis ha esortato i leader del mondo a «resistere alle pressioni interne e dimostrare una vera leadership per convincere gli elettori che aiutare i poveri non è una opzione da fare solamente in tempi di prosperità, ma una responsabilità morale permanente». In questo quadro, il G8 è da lui considerata una «opportunità» per la stessa Chiesa affinché esorti i politici a trovare delle misure adeguate.
«Anche in questi tempi difficili fare la cosa giusta è politicamente possibile ed economicamente sensato», hanno dichiarato all’unisono Kofi Annan (Africa Progress Panel) e sir Bob Geldof, l’altro cantante (irlandese come Bono) impegnato per l’Africa.


