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Fiumicino, strage di pesci in un canale

Dal Messaggero del 30 giugno 2009

 

FIUMICINO, STRAGE DI PESCI IN UN CANALE

 

di U. Ser.

 

Moria di pesce nel canale di bonifica che collega le idrovore alla darsena di Fiumicino. Un tappeto di cefali di piccolo taglio, nel tratto che scorre all’interno del parco di Villa Guglielmi, ha fatto scattare l’allarme sicurezza: scongiurare che le carcasse, impigliate tra le alghe alte del canale a causa della scarsa presenza di acqua, finissero nella darsena e quindi sulle spiagge attraverso il canale navigabile.

Sul posto è giunta una pattuglia delle Polizia Provinciale, oltre all’assessore all’Ambiente, che ha supportato le operazioni di prelievo di alcuni campioni di pesce, da parte dei tecnici dell’ASL RM D, e trasferiti poi all’istituto di profilassi di Roma per accertare le cause della morte. Successivamente sono giunti anche gli esperti dell’ARPA che hanno invece predisposto prelievi di acqua del collettore delle acque alte per verificare eventuali presenze di agenti inquinati.

«Non è la prima volta che registriamo questo fenomeno della moria – precisa l’assessore all’Ambiente Pasquale Proietti, al termine di un sopralluogo da cui è poi scaturita l’operazione di bonifica del tratto di alveo – con molta probabilità le cause sono sempre le stesse: la scarsa presenza di ossigeno nell’acqua a causa del basso livello del canale. È stato già predisposto l’intervento della Fiumicino servizi che dovrà provvedere a rimuovere il grosso quantitativo di pesce». L’assessore ha poi precisato che le spese sostenute dal Comune costiero verranno «girate all’assessorato regionale all’Ambiente» visto che l’amministrazione di Fiumicino, in occasione della moria di alcuni anni fa, «non ha ricevuto alcun contributo per la conseguente pulizia delle spiaggia».

«Questo desolante scenario – precisa Mario Russo D’Auria, presidente dell’associazione Progetto Futuro – non è insolito ai nostri occhi. I canali vanno puliti dalla folta presenza di canne che, in alcuni tratti, coprono l’alveo. In questi poi si annida di tutto: topi e serpenti in particolare. Inoltre, la presenza di qualche scarico abusivo di liquami provoca odori nauseabondi. È chiaro che non dobbiamo meravigliarci se poi si registrano queste morie».

Subito messi in atto ieri gli interventi di bonifica con la posa di una barriera di “panne” supportata da una rete in cui raccogliere il pesce sospinto dall’acqua alta a seguito dell’apertura delle chiuse delle idrovore. Con dei retini poi il recupero dei cefali morti che verranno trasferiti in una discarica per rifiuti speciali. Era indispensabile fare presto perché il parco è molto frequentato in questo periodo soprattutto da genitori che portano a passeggio i figli. «Un’operazione indispensabile che impedirà all’onda di pesce morto di invadere la darsena – dice Marcello Tucciarone della cooperativa “Porto di Traiano”, che garantisce l’assistenza alle barche da diporto ormeggiate nell’approdo -. La precedente moria ci ha provocato enormi disagi perché molte carcasse sono finite tra gli scafi e con il caldo hanno reso irrespirabile l’aria circostante».

Gli agenti della polizia provinciale hanno raccolto tutti gli elementi e aperto un’inchiesta. «È nostro compito accertare le cause della moria – precisa Luigi Iacobucci, responsabile del distaccamento Roma-ovest della Polizia Provinciale – anche se questo fenomeno è già accaduto in precedenza».

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