Dal quotidiano gratuito DNews del 20 maggio 2009
MIELE, PROPOLI E PAPPA REALE: COME CURARSI CON LE API
di Alessia Barbiero
Piace ai bimbi. Semplicemente perché è buono. Piace alle mamme e ai papà, perché – rispetto allo zucchero – ha delle proprietà più salutari. Ciò nonostante il miele in Italia non decolla. O per lo meno non lo fa come dovrebbe. E come il miele così lo stesso vale per i prodotti affini, quelli “lavorati” dalle api, tanto per intenderci.
Eppure quando si dice “miele”si dice Italia… «Certo, è vero – spiega Luca Bonizzoni, presidente dell’Associazione Apicoltori Professionisti Italiani – per quanto riguarda il miele gli italiani sono bravissimi produttori per tradizione. All’estero è difficile incontrare 30 tipi di mieli monofloreali differenti. Nei confini nazionali invece sì, a questi si aggiungono un paio di millefiori. Ciò nonostante i consumi di miele sono limitati».
DOMANDA. Ma perché si dovrebbe consumare miele?
RISPOSTA. «È un ottima sostanza zuccherina, un’efficace alternativa ai dolcificanti più diffusi come lo zucchero. A differenza di questo, infatti, il miele non è raffinato e non si serve di procedimenti chimici, che invece vengono utilizzati per rendere bianco lo zucchero. L’uso costante di miele fa molto bene, questo è appurato. Attenti però a non scambiarlo per un medicinale. Avendo residui di propoli il miele ha delle proprietà curative, fa bene alla gola per esempio e ha altre qualità benefiche, ma detto questo non può essere usato come medicina a tutti gli effetti».
D. Gli effetti benefici valgono per tutti i mieli?
R. «Non ci sono differenze significative per un miele di castagno e per uno di acacia. Questa è solo una questione di gusti. Ad esempio nel Nord Europa è molto più diffuso il miele scuro, in Italia si prediligono quelli chiari. Le differenze ci sono tra mieli naturali e industriali. Il miglior miele è quello che prescinde dalla catena industriale. Per un semplice motivo: il miele che si compra nei supermercati è soggetto a un processo di lavorazione che si compie attraverso il calore, necessario, ad esempio per renderlo più fluido. Anche se il miele di partenza è buono, tramite il procedimento industriale perde le sue qualità, smarrisce non solo gli aromi e i profumi, ma anche enzimi e vitamine».
D. Uno dei prodotti delle api più curativo è la propoli…
R. «È stato certificato che ha tantissime caratteristiche curative importanti. Libera le vie respiratorie, è un ottimo cicatrizzante, può essere considerato un antibiotico naturale, un antibatterico, un antivirale (contro alcuni virus influenzali) e può essere utilizzato anche sulle piante».
D. È l’unico?
R. «Decisamente no, c’è la pappa reale che è un energetico molto utilizzato, basta prenderne una dose piccolissima e funziona da stimolante. È un “tiramisù”naturale, che funziona efficacemente su un buon 80-90% di chi ne fa uso. Senza esagerare ovviamente, come in ogni cosa la giusta misura è importante. Il problema della pappa reale è che per legge, a differenza del miele, non deve segnalare sull’etichetta l’origine. Ecco che quindi il 95% della pappa reale che consumiamo in Italia in realtà proviene dalla Cina. Non voglio dire che lì trattano la pappa reale in modo peggiore del nostro, però è vero che in molti paesi della Cina ci sono problemi di conservazione al freddo e sono costretti a doverla conservare sotto terra dentro dei recipienti. Da lì poi viene congelata e spedita in Italia, dove viene consumata dopo la decongelazione. E il rischio è che così perda parte delle sue qualità positive».
D. E poi c’è il polline.
R. «È una sorta di proteina naturale, dicono che faccia bene all’intestino e che sia un buon energetico. Gli studi sul polline sono ancora allo stato primordiale, stiamo ancora cercando di capire i suoi effetti positivi. Per ora si sa è che è meglio consumare quello fresco refrigerato piuttosto che quello essiccato».
FORTE PRODUZIONE MA SCARSO CONSUMO
In Italia realizziamo molte varietà del “prodotto ambrato”ma ne mangiamo veramente poco: solo 340 grammi procapite annuo, a differenza della Grecia e della Spagna (1,3 chili all’anno).
ECCO COME LA SALUTE SI TROVA IN NATURA
Diversi tipi e utilizzi
C’è il miele d’acacia, molto dolce preferibile da mangiare a tavola. Quello di erica, ottimo antisettico urinario da usare in caso di cistite e prostatite. Il miele di castagno, raccomandato in tutti i casi di cattiva circolazione del sangue.
Di corbezzolo, usato prevalentemente per bevande dolci o alcoliche, è un ottimo anti-asmatico. E ancora c’è quello di eucalipto, consigliato in caso di affezione alle vie respiratorie. Come sedativo e antispasmodico invece si predilige il miele di arancio, agrumi e limone, contro l’insonnia e contro le malattie infettive funziona si può usare il miele di lavanda.
Tra i tanti mieli che si possono trovare in circolazione si possono segnalare inoltre il miele di rosmarino, quello di sulla, di tarassaco, di abete, di tiglio, di timo, di trifoglio e erba medica, di girasole, di millefiori, di rododendro e di melata, ognuno con una sua specificità.
Il consumatore medio
Chi mangia il miele? Si tratta di persone «di cultura abbastanza elevata, di un ceto medio alto, anche perché – spiega Luca Bonizzoni, presidente dell’AAPI (Associazione Agricoltori Professionisti Italiani) – il miele costa di più della Nutella, che assieme alla marmellata è il grande rivale del miele. Il nemico numero uno del miele, però, sono le merendine e la mancanza in Italia di un vero e proprio rituale della colazione».
In gocce o spray
La propoli si trova in gocce in soluzione idroalcolica, ottima per uso esterno e interno: utilizzata contro l’ulcera o per calmare e disinfettare le infezioni alle vie orali. In spray, con l’aggiunta di olii essenziali, profuma l’alito e disinfetta la gola. C’è quella glicolica senza alcool per i bimbi, le tavolette compresse di propoli e la pomata, anche con cera d’api, curativa e protettiva per la pelle.



buongiorno, avrei una domanda da fare. Mi hanno regalato il miele con tutta la cera, dice che si può mangiare anche quella è vero? Grazie Paola
I’m using pappa reale – it’s a great energetic.
Se il miele fosse Prodotto solo in Germania, gli italiani ne mangerebbero molto di più.
La cera ed il miele vengono separati mediante centrifugazione con un apposita macchina, ho anche sentito dire che la cera d’api è commestibile, ma penso che ci si riferisca più ad un suo consumo accidentale o per lo meno a piccole quantità, per hobby realizzo candele e preferisco l’uso di questa cera alla paraffina, a volte avrei voglia di morderla per come profuma ma l’aspetto non è dei più invitanti…
Ho provato a fare una veloce ricerca su internet ma non ho trovato informazioni adeguate, nel dubbio eviterei! Proverò a chiedere ad una amica apicultrice, appena mi farà sapere posterò la risposta.
Allora ti posto la risposta di questa mia amica:
“…La cera d’api è commestibile nel senso che se si ha la
fortuna di trovare del miele in favo, si può mangiare
anche il pezzetto di favo che altro non è se non cera; e
poi si usa come rivestimento dei formaggi. Altro non saprei
dirti…”
Purtroppo come hai potuto leggere anche lei non ne sa moltissimo e tutto sommato… confermo quanto scritto nel precedente post… lascia perdere! ;o)