Da Repubblica del 30 aprile 2009
ALLARME NEL MEDITERRANEO. IN SPAGNA LA MEDUSA-KILLER
di Antonio Cianciullo
La chiamano la “medusa assassina” e il soprannome non è di quelli che mettono il buon umore se si pensa che è appena sbarcata nel Mediterraneo. L’allarme arriva dalla Spagna perché la “caravella portoghese”, che in realtà è un aggregato di quattro organismi, abita nell’Atlantico e ha sfruttato i venti propizi e la piccola vela naturale di cui dispone per ottenere un passaggio verso i mari caldi. Il rischio è che si trovi bene, riesca a riprodursi con successo e decida di restare.
Al momento nessuno può dire se questo scenario di convivenza forzata con un ospite marino poco gradito sia destinato a trasformarsi in realtà. Anche perché per ora è difficile calcolare la consistenza numerica delle truppe d’invasione. La Physalia phisalis, questo è il nome scientifico, è stata avvistata per la prima volta tre settimane fa davanti a Malaga. E un paio di giorni fa era già all’altezza di Murcia avendo percorso un bel tratto di mare verso la Francia.
Ritrovarsela in acqua durante l’estate non sarebbe piacevole anche perché è una medusa ingannatrice. Il corpo è piccolo, non più di 20-30 centimetri, ma i tentacoli sono estremamente sottili, fili insidiosi lunghi fino a 30 metri: difficile per chi fa il bagno accorgersi di un pericolo concentrato in pochi millimetri di membrana così distante dalla “testa” dell’animale. Ma è anche difficile scordarsi un eventuale impatto: oltre al bruciore immediato vanno messi nel conto tachicardia, sudorazione accentuata, spasmi muscolari e qualche difficoltà respiratoria. Secondo il Centro Oceanografico Ignacio Franco, tra il 30 e il 50% delle persone colpite da questa medusa finisce all’ospedale. E, in casi di allergia, si rischia anche la morte.
L’Istituto spagnolo di oceanografia precisa che non è la prima volta che la Physalia phisalis fa il suo ingresso nel Mediterraneo ed è probabile che anche questa volta la sua incursione sarà di breve periodo. Ma già in passato ci sono stati momenti in cui si è moltiplicata creando seri problemi sulle spiagge spagnole.
«Oggi le probabilità di una proliferazione delle meduse è aumentata a causa di vari fattori», spiega Silvano Focardi, rettore dell’università di Siena. «In questo caso l’elemento più importante è l’alterazione della catena alimentare determinata dalla scarsità di predatori. Con l’eccesso di pesca abbiamo tolto dal mare i pesci e le tartarughe che mangiavano le meduse e ci troviamo così di fronte a una presenza che non viene più contenuta in modo naturale».
«NON SI VEDEVA DA DIECI ANNI, UN DISASTRO PER IL TURISMO»
di Antonio Cianciullo
«Erano dieci anni che non si vedevano nel Mediterraneo. Ora siamo preoccupati perché questa incursione potrebbe essere l’inizio di una fase di colonizzazione dei nostri mari da parte della caravella portoghese». Xavier Pastor, direttore di Oceana, segue con grande attenzione l’evoluzione della segnalazioni sulla presenza di una delle meduse più velenose.
DOMANDA. È anche una medusa dai tentacoli lunghi e sottili: difficili da localizzare.
RISPOSTA. «È proprio così. In realtà non è esattamente una medusa: è un sifonoforo che si presenta come un globo tendente all’azzurro. Quella che possiamo considerare la testa galleggia grazie a una specie di vela da cui deriva il nome: caravella. E i tentatoli sono veramente lunghi: 10-20 metri, anche 30 in alcuni casi».
D. Una presenza estiva sarebbe un bel problema per il turismo.
R. «Una catastrofe. E per evitarla non c’è che una soluzione: cominciare a difendere veramente l’equilibrio dei nostri mari. Ricordiamoci che le meduse sono un campanello d’allarme, la loro moltiplicazione incontrollata ci dice che qualcosa non va».



ma questa medusa killer sta a largo spero di si?