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Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

È ARRIVATA LA FIACCOLA ECOLOGICA DI CATERPILLAR. L’INIZIATIVA «M’ILLUMINO DI MENO»

 

Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata a Latina la torcia che rappresenta l’iniziativa «M’illumino di meno», organizzata dalla trasmissione radiofonica della RAI “Caterpillar”, partita da Milano il 4 gennaio. Ad attenderla, le delegazioni di alcune associazioni tra le quali LatinaSostenibile. La torcia, infatti, ad ogni tappa si è ricaricata da fonti rinnovabili e anche qui a Latina ha fatto il pieno di energia tramite un veicolo elettrico fornito da LatinaSostenibile, per poi ripartire alla volta di Roma, dove è previsto il gran finale il 12 febbraio. All’iniziativa hanno aderito anche l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Latina e il Consiglio dei Giovani. Con l’occasione LatinaSostenibile ha presentato il progetto ZET (Zero Emition Tour), ovvero l’uso delle fonti rinnovabili applicate alla mobilità sostenibile, che consiste nella creazione di una rete di punti di ricarica per automobili elettriche da impianti fotovoltaici su strutture alberghiere e di ristorazione, consentendo ai clienti possessori di auto elettriche, di ricaricarsi durante la sosta presso queste strutture presenti nella nostra provincia.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

L’ULTIMA SPIAGGIA. EROSIONE, SI SPINGE PER I LAVORI A CATERATTINO

 

di Ciro D’Ambrosio

 

L’erosione costiera fra Rio Martino e Torre Paola è nell’agenda istituzionale. Dopo il tavolo provinciale che ha messo sotto gli occhi di tutti le fotografie del grave fenomeno insistente sul litorale pontino, si è deciso di chiedere la messa in atto degli interventi già previsti con i finanziamenti regionali. Per il litorale di Sabaudia la cifra più consistente: 3 milioni e mezzo di euro con i quali l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo ha il ricostruire la spiaggia ponendo le dune a salvaguardia, sistemando finanche le foci dei canali che sfociano verso il mare. L’unico progetto che attualmente giace all’ARDIS, è la proposta inviata lo scorso anno dalla Giunta comunale e allegata alla delibera numero 78, in risposta all’Accordo di Programma Quadro «Difesa del suolo e tutela della costa». Un progetto pilota che consiste nella realizzazione di una barriera soffolta e perforata in più punti, da adagiare sui fondali nei pressi del canale di Caterattino, per qualche centinaio di metri di lunghezza. Lo stesso punto in cui anni fa era stata installata un’altra barriera di sacchi di juta, poi deteriorata. Questa volta si tratterà di strutture rigide in calcestruzzo, di forma piramidale come spesso riportato sulla scorta di un sistema già brevettato in Italia. Secondo il piano redatto dall’ ingegnere incaricato dal Sindacato Italiano Balneari e poi fatto proprio dal sindaco Lucci, il sistema potrebbe essere la soluzione contro le violente mareggiate e contro le onde che negli ultimi anni hanno sottratto all’arenile del Parco del Circeo milioni e milioni di metri cubi di sabbia. Le analisi raccolte dalla Provincia di Latina parlano di 20.000 metri cubi mancanti a causa delle mareggiate che sottraggono sabbia alla duna, e creano oltretutto anche difficoltà per gli accessi al mare che diventano sempre più ripidi. Un’urgenza di cui ha parlato in questi giorni anche il geologo e consigliere dell’ente Parco del Circeo Nello Ialongo, rilevando l’abbassamento dei fondali costieri di Sabaudia di almeno 5 metri. Dall’ARDIS dunque si attende ora la valutazione della proposta assunta dal Comune di Sabaudia, per l’esecutività dell’intervento.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

FONTE DI LUCULLO, QUALCOSA SI MUOVE

 

di Cinzia Vastarella

 

Un incontro per decidere della messa in sicurezza e del recupero della Fonte di Lucullo. Su impulso del consigliere Felice Pagliaroli, ieri mattina i sindaci dei Comuni di San Felice Circeo e Sabaudia, Vincenzo Cerasoli e Maurizio Lucci, accompagnati dal presidente e dal direttore dell’Ente Parco Nazionale, Gaetano Benedetto e Giuliano Tallone, e dal responsabile della Soprintendenza ai beni archeologici, Massimo Righi, si sono recati sul posto per verificare in prima persona lo stato della grotta artificiale, e per avviare le procedure di messa in sicurezza e di recupero dell’importante sito archeologico. La fonte, la cui realizzazione è stata erroneamente attribuita al generale Lucio Licinio Lucullo, risale al I secolo d.C. L’opera fu presumibilmente realizzata per la regolarizzazione di una sorgente, e per garantire ai numerosi romani che vivevano sul territorio l’approvvigionamento di acqua. Al momento non si sa ancora quale sia e dove si trovi la sorgente captata, ma l’ipotesi più plausibile tra gli esperti è che questa sia ubicata in un’area sita in prossimità del lago di Paola. All’incontro hanno partecipato anche l’ingegnere del Comune di Sabaudia, Vincenzo D’Arcangelo, e il ricercatore della cattedra di Topografia Antica dell’Università La Sapienza di Roma, Diego Ronchi. Quest’ultimo ha effettuato un sopralluogo superficiale e indicato ai tecnici del Comune di Sabaudia gli interventi più urgenti da avviare. Primo il puntellamento della volta, in parte crollata nelle scorse settimane, e poi il taglio degli alberi che sono nati spontaneamente in prossimità della fonte. Le radici degli alberi, che si sono infilati nei tufi e nel materiale cementizio utilizzato per la costruzione della grotta artificiale, sono infatti in parte responsabili del crollo. Nei prossimi giorni quindi i tecnici e gli operai del Comune di Sabaudia, provvederanno a mettere in sicurezza il sito, puntellando la volta e transennando l’ingresso alla fonte. Il passo successivo sarà quello del recupero dell’area, che verrà svolto congiuntamente dall’Ente Parco e dai due Comuni coinvolti nella sua tutela. Già perché la fonte di Lucullo si trova nel territorio del Comune di Sabaudia, ma fu donata dal barone Aguet, prima della fondazione della nuova città, ai cittadini sanfeliciani. Ed è per questo che il sindaco Vincenzo Cerasoli ha partecipato all’incontro, prendendo precisi impegni per il recupero e la salvaguardia del sito archeologico.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

SUI «SENTIERI D’ASCOLTO»

 

di Federica Fusco

 

La Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport e l’ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio presentano «Sentieri d’Ascolto 2010», manifestazione giunta alla sua 14ª edizione, in programma da febbraio a maggio 2010 nelle città di Latina, Viterbo, Rieti, Frosinone.

«Sentieri d’Ascolto» è un progetto, ormai consolidato, attuato in collaborazione con Università e istituti didattici locali. La rassegna è stata presentata nel dettaglio nella conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nel foyer del Teatro D’Annunzio di Latina, alla presenza dell’assessore alla Cultura di Latina Bruno Creo, del presidente dell’ATCL Alessandro Berdini, il direttore dell’ATCL Luca Fornari, di Giorgio Maulucci ex preside del Liceo Classico Dante Alighieri. Il programma è dedicato ai linguaggi del teatro di ricerca, di innovazione e alla nuova drammaturgia italiana ed europea. «Sentieri d’Ascolto» ha come obbiettivo la promozione dello spettacolo, indirizzato in particolar modo alle nuove generazioni per perseguire l’obiettivo fondamentale del rinnovamento del pubblico nella ricerca di nuove fasce di spettatori, cercando di avvicinare i giovani alle diverse forme dello spettacolo dal vivo e alla contemporaneità dei suoi contenuti. Per il 2010 le attività si concentreranno nei quattro capoluoghi di provincia del Lazio – Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo – portando in ogni città rassegne di spettacoli affiancate da proiezioni, incontri, laboratori. A Latina, questo pomeriggio alle 16 presso la sala conferenze del Palazzo della Cultura, Giulio Ferroni ordinario di letteratura italiana presso l’Università della Sapienza di Roma presenterà l’incontro «Pirandello e dintorni, ovvero la Passion predominante», ad ingresso libero.

Un incontro, quello con Ferroni, che preparerà il pubblico a «Uno nessuno e centomila» di Pirandello nell’interpretazione della compagnia teatrale Krypton per l’adattamento di Giuseppe Manfridi con Fulvio Cauteruccio, Manica Bauco, Laura Bandelloni per la regia di Giancarlo Cauteruccio che andrà in scena al Teatro Cafaro domani alle 21.

Info ATCL 06.45426982, botteghino 0773.652642 biglietti posto unico 7 euro, inizio spettacoli ore 21.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

TORNA «NOTTI DI CICERONE»

 

di Maria Teresa Di Maio

 

Dopo lo strepitoso successo dello scorso anno, torna la II edizione de «Le notti di Cicerone».

Con la differenza, e scusate s’è poco, che stavolta la manifestazione non riguarderà solo Formia, ma tutte le città del Golfo.

Torna ad offrirsi dunque al mercato turistico nazionale ed internazionale una seconda edizione del festival di storia romana, che, nella tre giorni del settembre scorso, ha raccolto numerosi visitatori e curiosi a riscoprire il vasto patrimonio storico e naturalistico del nostro territorio.

Oltre 13.000 presenze hanno testimoniato il percorso di sviluppo turistico che il Golfo deve intraprendere per potersi lanciare nel panorama del business nazionale e non solo.

Oggi pomeriggio nella sede dell’Archivio storico di via Lavanga a Formia, Aldo Forte, consigliere regionale nonché ideatore dell’iniziativa e Riccardo Campino, presidente dell’associazione, si riuniranno per illustrare le linee guida del progetto di quest’anno.

Nessuna anticipazione dunque se non che i cantieri sono in corso per aprire al pubblico – nei giorni del 17, 18 e 19 settembre 2010 – il maggior numero di siti e monumenti storici, artistici ed architettonici da mettere a disposizione del grande pubblico.

Ad offrire un lodevole supporto anche l’Archeoclub di Formia che ha organizzato una serie di incontri, tra cui è stata inserita la presentazione della manifestazione, a cui seguirà un seminario sul mosaico e le particolari tecniche costruttive di restauro a cura di Sara La Viola.

L’ultimo appuntamento del ciclo si terrà il 23 febbraio con Maria Teresa D’Urso e Giovanni Bove. La prima parlerà della sacralità del fiume Liri dalla dea Marica a Minturnae, mentre il secondo delle memorie della scuola elementare a Formia dal 1940 al 1960.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

L’ATTUALITÀ TEDESCA IN PELLICOLA

 

di S. N.

 

Continua presso il Liceo Scientifico «Ettore Majorana» di Latina la rassegna di film «L’attualità nel cinema in Germania» promossa dall’Istituto di Cultura Italo-Tedesca di Latina, di cui è presidente Isabella Pugliese. Giovedì sarà la volta de «La sposa turca» di Fatih Akin con Birol Unel, Sibel Kekrilli e Catrin Striebeck. La pellicola racconta la drammatica storia di una giovane e bella ragazza turco-tedesca che dopo aver tentato il suicidio incontra in ospedale Cahit, che a sua volta ha tentato il suicidio, e gli chiede di sposarla per aiutarla a sfuggire dal fondamentalismo religioso della famiglia islamica. Cahit acconsente per aiutarla e premetterle di vivere una vita più libera, ma bene presto finisce per innamorarsene sul serio. Come ogni appuntamento della rassegna sarà preceduto da una breve introduzione.

L’ingresso è libero.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

IL PREZIOSO DONO DI GIULIANA ALLA CITTÀ

 

di S. N.

 

Si terrà questa mattina, alle 12, presso la pinacoteca comunale di Latina la cerimonia di ringraziamento per la donazione da parte di Giuliana Bocconcello dell’opera «Mare Aperto», realizzata nel 2008 (Terracotta su tavola, monocottura in terraglia con smalti ed ingobbi di dimensione cm 90 x 90). Questa la recensione fatta dal critico d’arte Silvia Sfrecola Romani «Dopo molti anni (“Del mare e di altri suoni, 1999”), Giuliana Bocconcello torna al tema del mare e lo affronta da una prospettiva completamente diversa: se allora a colpirla era il tremore dell’acqua, infuocata dai tramonti e resa argentea dal chiarore lunare, ora il mare “aperto” diventa metafora dell’esistenza. Il mare non è più solo superficie vibrante e ventre fecondo palpitante di vita ma immagine della vita stessa. Il tutto rinchiuso in poco meno di un metro quadrato. Nove finestre si aprono su altrettanti esistenze – ma potrebbero anche essere nove momenti della vita di una stessa persona – e ci obbligano a guardare attraverso, sotto, oltre la superficie del mare».

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

SERATA JAZZ AL «GULLIVER»

 

di M. C.

 

Proseguono in grande stile le attività organizzate dalle associazioni culturali «Vaso di Pandora» e «Khepri» che ricordano il quarto concerto della rassegna «Musica Senza Frontiere».

Il prossimo concerto in cartellone dunque, dal titolo «Napoli Strings & Accordion», si terrà sabato presso il Teatro Gulliver di Aprilia, sito in via Buonarroti 19 , con inizio alle ore 21.

Protagonista dell’evento il fisarmonicista Stefano Indino ed il violinista Elvin Dhimitri. Fisarmonica e quartetto d’archi, insieme, per rivisitare celebri brani del repertorio partenopeo con la voce recitante dell’attore Mario Fedele. Il concerto propone una carrellata di brani celebri legati alla tradizione del repertorio tradizionale rivisitato però in chiave jazzistica. Un connubio interessante che coniuga classicità ed innovazione condotto da due fuoriclasse. Non rimane che assicurarsi il biglietto per trascorrere un sabato diverso.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

L’UNIVERSO DI LICIA

 

di Michela Coluzzi

 

In scena domenica sera, ore 21, sul palco del Teatro Cafaro di Latina una delle attrici italiane più intense ed espressive, Licia Maglietta protagonista in «Manca solo la domenica» spettacolo tratto da «Pazza è la luna» di Silvana Grasso. La pièce è prodotta da Teatri Uniti. In scena insieme a lei, Vladimir Denissenkov. In questo romanzo, come del resto sulla scena, si rivela tutta la carica del personaggio di Borina, la protagonista alla anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo, devota vedova di sei defunti mariti. Le spoglie di questi poveri uomini diventano inconsapevolmente oggetto di un quotidiano rito che la donna dedica loro con puntuali visite sulle tombe dove riconoscente lascia sempre delle rose. Questo rito pare esorcizzare un rapporto mancato, quello che puntualmente la donna ricerca ad ogni nuovo incontro e che puntualmente viene disatteso per colpa di un fato ingiusto. Sentimenti, passioni travolgenti e ricerca d’amore sopra ogni cosa contraddistinguono le scene. Ma cerchiamo di capire qualche cosa in più direttamente dalle parole di Licia Maglietta.

 

DOMANDA. «Manca solo la domenica» una pièce che la vede impegnata sia in veste di regista sia di attrice. È stato difficile interpretare una donna come Borina? In che modo ha lavorato per costruire il suo personaggio?

RISPOSTA. «Borina è un personaggio fantastico appena ho letto il romanzo mi ha stregata e così ho deciso di portarlo sulla scena. Non è stato più difficile di altri personaggi ma devo sconfessare l’idea comune che questo spettacolo sia un monologo esso invece è basato sul dialogo. Anzi di più è costruito come se fosse un operetta, c’è un vero e proprio dialogo tra voce e musica. E questo anche grazie alle musiche scritte da Denissenkov».

 

D. Questa non è la sua prima prova registica, infatti dopo molte collaborazioni e dopo «Febbre Gialla», nel 1995 ha lavorato al suo «Delirio Amoroso» nato dall’incontro con la poetessa Alda Merini. Cosa le ha lasciato?

R. «L’incontro con la grande poetessa e donna quale era la Merini mi ha segnata profondamente. Ho nutrito per lei un grande affetto e poi questo spettacolo ha voluto dire molto per me. Per dieci anni consecutivi è stato portato in scena, naturalmente intervallato da altri progetti che di volta in volta mi coinvolgevano».

 

D. Nel corso della sua carriera si è occupata di teatro, danza e cinema. Qual è il suo ambiente naturale?

R. «Senza alcun dubbio posso dire il teatro».

 

D. Cosa ne pensa della scena teatrale italiana di oggi?

R. «Sicuramente ci sono in Italia alcuni validi e giovani attori e anche compagnie di spessore, lavorando molto, mi è difficile trovare il tempo purtroppo per recarmici da spettatrice».

 

Per ulteriori informazioni: 0773.652642 oppure 0773.652637 o www.fondazioneteatrolt.com.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

UNITI CONTRO IL NUCLEARE

 

di F. D. N.

 

Contro l’eventuale localizzazione dei nuovi impianti nucleari presso l’ex centrale del Garigliano i sindaci del sud Pontino dimostrano la loro unione. E sull’argomento il ministro Claudio Scajola ha annunciato mercoledì un Consiglio dei Ministri che approverà in via definitiva i criteri della localizzazione dei siti per le centrali nucleari in Italia. Il ministro ha anche sottolineato come «da quel momento si avvierà il percorso per le diverse imprese per individuare i siti che rispondano ai criteri di sicurezza. Tra due anni potremo iniziare i percorsi autorizzativi».

Sull’argomento interviene il sindaco di Gaeta Antonio Raimondi il quale precisa: «Il nostro territorio è stato ed è ancora nella morsa di due centrali nucleari (riferendosi anche a quella di Borgo Sabotino, ndr). Il sud pontino, in particolare, è una zona ricca di aree naturali protette, di monumenti di spiagge e quindi basa buona parte della sua economia sul turismo. Un impianto del genere infliggerebbe un colpo mortale ai nostri imprenditori e, soprattutto, per i nostri cittadini già colpiti dagli effetti della crisi». D’altro canto proprio sull’argomento i sindaci del comprensorio hanno sottoscritto un documento nel quale «si esprimono le preoccupazioni e si mettono in evidenza altri aspetti che riguardano il terreno sul quale sorge l’ex centrale del Garigliano, distante pochi chilometri dal confine con il Lazio meridionale, la sismicità e l’inquinamento del fiume Garigliano le cui acque si riversano nel golfo di Gaeta». Una posizione concorde quella assunta dai primi cittadini del basso Lazio e rappresenta secondo Raimondi: «La prima forma di lotta per la salvaguardia del nostro futuro e del nostro territorio che ha già subito gli effetti nefasti della centrale. Nonostante si trovi in territorio campano si tratta di un problema che deve coinvolgere anche la nostra Regione e la nostra Provincia perché questi enti non possono abbandonare al loro destino una parte vasta ed importante del territorio». E i sindaci del Golfo, nel documento, hanno anche annunciato «la possibilità di adottare tutte le forme di protesta che riterranno necessarie seppure si auguriamo che – continua Raimondi – la questione si risolva grazie ad un tavolo di concertazione con gli enti coinvolti». Alla luce di quanto evidenziato il primo cittadino di Gaeta facendosi protavoce anche dei suoi colleghi del comprensorio chiede: «Al Governo di tenere presenti questi aspetti e accelerare il processo di smantellamento della centrale di Sessa Aurunca».

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

COLLEGAMENTI, I DUBBI. LA LAZIOMAR SEMBRA SOLO UNO SPECCHIETTO PER LA CAMPAGNA ELETTORALE»

 

I trasporti marittimi da e per la terraferma sono un esigenza vitale per chi abita su un’isola. Ben lo sanno i pochi cittadini rimasti della piccola isola di Ventotene e della più Ponza, che pur lamentano uno scarso servizio, soprattutto d’inverno. Sono molti i cittadini che in vista della costituzione della nuova società di navigazione sollevano dubbi, incertezze e temono che le cose possano peggiorare. Alcuni residenti vedono nella costituzione della Laziomar l’espediente per fare campagna elettorale, un po’ come la Pedemontana che torna ad ogni corsa.

«Ebbene – si legge in una nota a firma di alcuni residente delle isole del’arcipelago – se il servizio era scarso quando era pubblico (leggi Caremar), ora c’è il rischio di una privatizzazione dello stesso che certo non gioverà a chi ne fa uso, ma soltanto a chi ne acquisterà le quote. La recente proposta Laziomar, uscita dal cilindro di chi deve fare campagna elettorale per le prossime regionali, prevede infatti di affidare quello che oggi è un servizio pubblico ad una fantomatica associazione mista (pubblico/privato) il cui capitale privato deve essere non inferiore al 40%, e intorno alla quale aleggiano già i primi nomi fantasma. Tutto con il beneplacito delle amministrazioni delle due isole pontine. Scopo della suddetta associazione però sembra essere non tanto quello di garantire un servizio efficiente e sicuro, quanto quello di incamerare i 13 milioni di euro che la Regione metterà a disposizione in tal senso. E finiti questi come pensa la Laziomar di pagare il gasolio necessario per trasportare non più di 5-10 persone a corsa, durante l’inverno? Non vorremmo che in un prossimo futuro sia necessario giocarsi la pensione per acquistare un biglietto che, a questo punto, costerà una fortuna. Forse la Laziomar ha delle vistose falle prima del varo, e rischia di trascinare nel prevedibile naufragio anche i poveri isolani che ancora si ostinano a vivere in mezzo al mare».

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

ACQUA MARRONE, LA RIVOLTA

 

di Maria Teresa Di Maio

 

Acqua scura dai rubinetti ed imbevibile.

Questo è quanto si è verificato, non per la prima volta, nel fine settimana scorso, quando la stessa Acqualatina ha informato i suoi utenti che «a causa dei valori del parametro di torbidità non conformi» era meglio limitare l’uso dell’acqua ai soli scopi igienico-sanitari. Insomma, di non berla.

Inevitabile l’alzata di scudi da parte del comitato spontaneo di lotta contro Acqualatina che stavolta se la prende con la classe politica. Sono loro a parlare di «scandalo dell’acqua sporca», interpretando un po’ il malumore generale di chi si ritrova a pagare bollette consistente a fronte di disagi idrici frequenti, come il più recente causato dalle forti piogge che hanno «sporcato» la sorgente di rifornimento, Capodacqua, «Dare la colpa al socio privato – scrive in una nota il comitato – è utile a nascondere le vere responsabilità che sono tutte riconducibili alla classe politica che ha fatto dell’attuale gestore idrico l’ennesima occasione per spremere i cittadini della provincia di Latina, sia attaccando le loro tasche che i loro diritti». Un tema delicato quello dell’acqua, soprattutto quando si tocca l’argomento privatizzazione. E le colpe attribuite dal comitato spontaneo sono debitamente divise tra centrodestra e centrosinistra. «La torta – dicono – interessa entrambi le parti dello schieramento politico, da qui si capisce come la giunta Marrazzo non sia mai intervenuta in modo risolutivo sul caso». Ma l’azienda si difende: «Il problema della torbidità è cogente, ma risale a prima del nostro insediamento e comunque stiamo cercando di risolverlo al meglio, comprendendo i malumori dei clienti». Inoltre, il comitato punta il dito contro due ben precisi problemi, sui quali Acqualatina è chiamata a rispondere. Il primo la realizzazione del completamento fognario a Ponzanello, «le opere saranno realizzate dalla S.p.A., ma le spese di 160.000 euro saranno a carico della parte pubblica». Sul punto però l’ufficio stampa di Acqualatina precisa che: «le opere saranno solo progettate dalla società mentre l’ente committente è la Provincia e chi stanzierà i soldi è la Regione». Un’opera peraltro di imminente realizzazione. La seconda questione concerne Minturno che avrebbe previsto, a proprie spese, la realizzazione «di una vasca di decantazione delle acque piovane per convogliarle nel fiume Garigliano ed evitare la spiacevole situazione da parte di molti bagnanti di nuotare in un mare circondato dalle feci altrui». «Una spesa ingiustificata a carico di un ente pubblico – concludono dal comitato – a fronte dell’avvenuta privatizzazione dell’acqua».

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

UNA RACCOLTA FONDI PER HAITI

 

di Maria Sole Galeazzi

 

Haiti, anche Itri si mobilita. Si tratta di un’iniziativa del Comitato Locale della Croce Rossa Italiana, che così come tutte le unità della CRI in ambito nazionale, ha iniziato una raccolta di fondi per sostenere il progetto denominato «C’è una casa per i bambini di Haiti tutta da costruire, facciamolo insieme». «Questa iniziativa, – fa sapere per il coordinamento di Itri il commissario Sandro Spirito – è volta a sostenere l’importante attività in corso ad Haiti, ove sono presenti gli operatori della Croce Rossa Italiana e per supportare il programma umanitario di aiuto alla popolazione con cibo, vestiti, interventi socio assistenziali e cure mediche rivolte in particolar modo ai bambini. Nel Comune di Itri, grazie anche alla preziosa collaborazione dell’Istituto Comprensivo, diretto dalla professoressa Tessarolo, la CRI di Itri ha posizionato dei salvadanai per contribuire con una piccola donazione. Analoghe iniziative, saranno attivate nelle aziende e negli Uffici pubblici del territorio comunale. Coloro i quali decidessero di versare direttamente un contributo per sostenere tale iniziativa, potranno utilizzare le seguenti modalità: inviando un SMS al 48540 per donare 2 euro da numeri Wind e 3, oppure online dal sito www.cri.it causale pro emergenza Haiti seguendo le indicazioni per il bonifico. Si ricorda infine che la Croce Rossa Italiana non effettua alcun tipo di richiesta di contributi al di fuori di quelle sopra menzionate e nessun operatore della CRI è autorizzato a raccogliere somme di denaro a domicilio». Per info: 0771.721715, 334.6004152.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

CHIRURGIA AL COLLASSO, STOP AI RICOVERI NOTTURNI

 

di Mirko Macaro

 

Carenza di personale, la Chirurgia di Fondi vicina al collasso: ricoveri notturni «stoppati». Una disposizione dell’ASL entrata in vigore a partire dalla serata di ieri e che si protrarrà solo temporaneamente, anche se per un periodo al momento indeterminato. D’ora in poi e fino a nuove disposizioni, dalle 20 alle 8 del mattino, i ricoveri, dopo le necessarie valutazioni del pronto soccorso, verranno dirottati nel vicino ospedale di Terracina. Un nosocomio dove già da tempo, nell’ambito della nota riorganizzazione aziendale tanto osteggiata nei mesi scorsi, vengono accolte le urgenze notturne che passano per la Chirurgia del «San Giovanni di Dio». A confermare la notizia, anche i vertici del Distretto centro: «Per via di problemi di personale, attualmente non è assicurata la reperibilità notturna del chirurgo di turno», spiegano dalla direzione sanitaria. «Dunque, non potendo garantire il normale torno dei chirurghi al momento assenti o, almeno, di una loro temporanea sostituzione, gli eventuali ricoveri saranno recepiti dal Fiorini. Un ospedale che, bisogna ricordarlo, è stato comunque concepito dal punto di vista organizzativo e delle competenze per essere un tutt’uno con il San Giovanni di Dio». A quanto pare, dei sei medi ci operanti in pianta stabile in Chirurgia ad oggi ve ne rimangono solamente tre, dato che gli altri sono «ai box» per malattia. Uno stato di cose che, a causa di carichi di lavoro particolarmente pesanti per i «reduci», rende ancor più difficoltosa la vita di quello che è riconosciuto come una delle eccellenze della Sanità pontina. Ma che in ogni modo, assicurano gli addetti ai lavori, non priverà la Struttura complessa di Chirurgia degli altri svariati servizi finora garantiti.

Sulla situazione del «San Giovanni di Dio» – e del reparto del dottor Giovanni Baiano in particolare – era intervenuto con toni allarmistici il comitato pro-ospedale. Nei giorni scorsi, per bocca del coordinatore Lucio De Santis, aveva affermato senza mezzi termini che, allo stato attuale, la Struttura complessa si troverebbe «sull’orlo della chiusura», paventando addirittura una chiusura dei battenti, in mancanza di soluzioni lampo, nel corso della settimana corrente. Un’eventualità che è stata comunque decisamente smentita dall’ASL.

 

UN REPARTO D’ECCELLENZA

 

La Chirurgia a Fondi è sicuramente un reparto d’eccellenza. E lo dimostrano gli interventi dell’equipe del professor Giovanni Baiano. Ultimo in ordine di tempo quello a cui era stato sottoposto un uomo di 78 anni affetto da un tumore al polmone destro è stato sottoposto ad un intervento di «sleeve lobectomy superiore destra». «Un tempo – aveva spiegato Baiano – questi pazienti erano da considerarsi inoperabili in quanto le loro precarie condizioni di salute non permettevano buone performance respiratorie dopo interventi chirurgici demolitivi quali la pneumonectomia destra. Ora invece il paziente sta bene ed è stato dimesso dopo un regolare percorso postoperatorio». Alle spalle di questo intervento c’è un lavoro d’equipe quello dei dottori Piovano Viola, l’anestesista il dottor Ugo Picazio, la dottoressa Caterina Serao. Da quando il professor Baiano è a Fondi sono oltre mille le neoplasie operate di tutti gli organi e tra questi bel 127 neoplasie polmonari con risultati al pari dei migliori centri mondiali.

Da Latina Oggi del 9 febbraio 2010

 

NON SOLO SCUOLA. PORTE APERTE LA SERA E TRA I BANCHI NASCE UN’ORCHESTRA

 

di Diego Roma

 

A lezione? Sì, ma di teatro. Le presenze? Contano anche per i convegni e le proiezioni cinematografiche. E il voto? Quello, per ora, resta confinato nelle aule scolastiche. Ma non è detto che un giorno, chissà, possa sconfinare anch’esso. Sì, perché la scuola si va trasformando. Conquista spazi nuovi, cerca altre aree d’azione, e per promuovere – e promuoversi – fa marketing. Logica aziendale? Forse, ma in tempi di crisi e di tagli, si sa, tocca reinventarsi. Una caratteristica che accomuna un po’ tutti gli istituti scolastici superiori di Terracina: dal liceo «Da Vinci» al Professionale «Filosi», passando per l’ITC «Bianchini», ognuno ha un’attività extrascolastica da proporre. Parola d’ordine, rompere le file tra i banchi, uscire dalle trincee degli orari da campanella e dare sfogo alla creatività. Di esempi ce ne sono a iosa. Il «Filosi» nei giorni scorsi ha iniziato una «stagione» serale dedicata a teatro e cabaret. Ma è solo l’ultimo di una lunga serie. Solo qualche giorno prima si era invece preparato uno spettacolo su ambiente e sostenibilità. Altra ondata di media e spettatori. Stessa cosa dicasi del liceo «Da Vinci», che da ormai diverse stagioni ospita nell’aula magna convegni, piece teatrali, proiezioni. Via di questo passo, il liceo è arrivato addirittura ad avere un «Body Lab», moderna palestra a libero utilizzo di personale e studenti. Aspettando il «Planetario». E non è da meno l’ITC «Arturo Bianchini», che proprio ieri sera ha visto tra le sue mura, nottetempo, un concerto jazz. L’istituto da anni si districa tra gli incontri con «Slow Food» per conoscere i segreti del cibo biologico, la presentazione di libri di autori locali e nazionali, interviste, mostre fotografiche di Amnesty International. Ha visto addirittura nascere tra le sue aule un’orchestra composta da studenti.

Si sta al passo coi tempi, insomma. Non solo scuola. Perché i giovani di oggi corrono. Ma non solo per questo. Almeno a Terracina la scuola colma un vuoto. Anzi un baratro. Quello della totale assenza di spazi per i giovani, della carenza di progetti, iniziative, politiche dirette all’aggregazione e alla crescita formativa. Dove non arriva l’attività amministrativa, insomma, ci pensano docenti e dirigenti scolastici. E non solo tenendo aperti i portoni, ma anche i portali. Non c’è scuola a Terracina che non abbia una pagina di gruppi studenteschi, passati e presenti, su Facebook. Se i giovani sono ovunque, insomma, compito della scuola è… seguirli.

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