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Da Latina Oggi del 19 dicembre 2009

IL CALENDARIO AVIS DISEGNATO DAGLI ALUNNI, LA PRESENTAZIONE

di Cinzia Vastarella

Sarà presentato questa mattina alle ore 10,30 presso la sala consiliare del Comune di San Felice Circeo il calendario sul tema della donazione del sangue ideato dall’associazione AVIS in collaborazione con l”Istituto comprensivo Leonardo da Vinci. Nel corso della manifestazione verranno premiati i tredici migliori disegni realizzati dagli alunni della scuola di San Felice e scelti per il calendario. Mentre tutti gli altri disegni saranno esposti nell’aula consiliare durante le festività natalizie. L’iniziativa ha permesso agli studenti di approfondire le tematiche della raccolta del sangue e degli emocomponenti, che gli ha permesso di conoscere da vicino le attività svolte dall’AVIS. Alla cerimonia di premiazione saranno presenti, tra gli altri, il sindaco Vincenzo Cerasoli, il presidente provinciale dell’AVIS Vincenzo Piccaro e il presidente dell’AVIS di San Felice Circeo Francesco De Prosperi. Proprio in questi giorni, l’associazione, nata appena due anni fa, ha fatto sapere attraverso il suo sito internet che nel 2009 è stata raggiunta l’autosufficienza ematica, un risultato prestigioso in termini di quantità di raccolta del sangue.

Da Latina Oggi del 19 dicembre 2009

IL PUNTERUOLO ROSSO NON VA IN LETARGO

di Cinzia Vastarella

Neanche il freddo tiene lontano il punteruolo rosso. La lotta al famigerato insetto che sta distruggendo le palme lungo il litorale pontino non conosce sosta. «Negli ultimi tempi – ha spiegato infatti Dario Calisi della Green Mouse – il coleottero ha avuto delle evoluzioni rapidissime che in altri insetti del mondo animale avvengono di norma dopo tanti anni. L’insetto è diventato molto resistente e continua ad infestare anche quando la temperatura scende di molto, deponendo le uova direttamente nel cuore della pianta. Di conseguenza, a seguito di queste evoluzioni, si stanno costantemente aggiornando i principi base del trattamento, che viene pertanto eseguito più frequentemente».

A febbraio del 2010, intanto, il Comune di San Felice Circeo ospiterà un convegno internazionale sul punteruolo rosso delle palme. L’incontro, a cui sono stati invitati a partecipare il ministro dell’Agricoltura dell’Arabia Saudita ed esperti provenienti dalle università più accreditate del mondo, sarà l’occasione per illustrare il trattamento endoterapico dell’agronomo egiziano Nabawy Metwaly applicato sulle palme comunali del Circeo.

A tutt’oggi questa cura, istituita come metodo di lotta principale contro il punteruolo rosso dal governo dell’Arabia Saudita, risulta essere, se effettuata con prudenza e da tecnici specializzati, la più efficace in assoluto con il 98% di risultati positivi. Il Comune di San Felice Circeo è stato il primo in Italia ad adottarla con l’incarico conferito alle ditte Green World Consulting e Green Mouse Pest Control Operator alla fine del 2007. In seguito, Metwaly è stato chiamato ad intervenire anche in altri comuni laziali e siciliani, oltre che da clienti privati e possessori di ville storiche. E recentemente, in un grande condominio del quartiere Eur di Roma dove esiste un patrimonio di 60 palme, l’infestazione è stata debellata definitivamente. «Dal 2005 nessuna pianta – ha dichiarato di recente l’agronomo all’Adnkronos – ha avuto problemi, mentre con tutti gli altri metodi le palme sono collassate. Ovviamente dopo i dei tre anni di cura, va fatta una terapia una o due volte l’anno, e va risanata tutta l’area circostante per creare una zona protette di 3-5 km». Molta attenzione, ha aggiunto Metwaly va posta «nello smaltimento delle palme tagliate, che vanno prima trattate per evitare di disperdere il punteruolo rosso, e poi essiccate dentro un forno, vanno di fatto sterilizzate e poi tritate». A San Felice, dopo l’ultimo richiamo effettuato sulle palme di proprietà comunale, è stata riscontrata la totale remissione delle infestazioni da punteruolo rosso. Il monitoraggio sulle piante, tuttavia, resta costante.

Da Latina Oggi del 19 dicembre 2009

CIURLI, IL FANTASMA MAFIA

di Graziella Di Mambro

Tra le macerie dell’Isola dei Ciurli si aggira un fantasma che si chiama «mafia». Il mostro di cemento a 21 teste non è morto e continua a sprigionare un alito di illegalità di cui si occupa da ieri anche la Direzione Distrettuale Antimafia che ha mandato in Comune il capitano Luigi Spadari ad acquisire gli atti relativi alla demolizione degli scheletri abusivi sulla Flacca, avvenuta (ironia della sorte) esattamente due anni fa, il 19 dicembre del 2007. A quella data si era arrivati per via di incredibili ritardi accumulati dal Comune di Fondi anche dopo che la Procura aveva ordinato l’abbattimento senza più vie di scampo. Ma il sindaco, Luigi Parisella, aveva più volte detto che non c’erano soldi per avviare l’intervento. Così aveva pagato la Regione Lazio. L’assessore all’Urbanistica della Pisana aveva reperito i 750.000 euro necessari e li aveva messi a disposizione del Comune che dunque aveva dovuto preparare i contratti di affidamento dei lavori e all’alba di due anni fa, senza avvertire per evitare la festa degli ambientalisti, aveva spedito le ruspe. A coordinare le operazioni c’erano il capo del Settore Urnanistica, Martino Di Marco, e il comandante della Polizia Municipale Dario Leone. Tutti e due qualche mese più tardi finiranno dentro la relazione del prefetto con cui si è chiesto lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale. Ma non è ancora finita. Perché la Commissione d’accesso agli atti del Comune per verificare il condizionamento mafioso scopre che è stata «contaminata» pure la demolizione di quello che per 30 anni Legambiente aveva definito l’ecomostro del centro Italia. Lo stesso puzzle ricostruito dai commissari nella relazione integrale è oggi al centro degli accertamenti della Procura Antimafia. I 21 villini che componevano l’Isola dei Ciurli dovevano essere buttati giù dopo regolare gara. Invece la somma stanziata dalla Regione viene «spacchetatta» e quindi si assegnano i lavori in tranches diverse, più piccole, per le quali basta l’affidamento diretto. I soldi per l’abbattimento arrivarono dal Dipartimento Territorio e Urbanistica della Regione. Di questi, 100.000 euro si perdono «letteralmente» dentro il Municipio di Fondi che, infatti, non riesce a trovare supporti cartacei alla spesa neppure con la Commissione d’accesso; il restante, cioè 650.000 euro, finisce ad imprese che vengono definite «vicine alla camorra» ed è per questo che la competenza per materia va alla Procura di Roma. Infatti una delle ditte esecutrici, come già evidenziato dalla Commissione, «appartiene ad un costruttore segnalato per rapina, estorsione, furto e abuso edilizio»; lo stesso imprenditore è in contatto con Carmelo Tripodo, l’uomo che viene ritenuto tuttora il boss di Fondi e per questo è in carcere. Un’altra impresa che interviene nell’abbattimento, la «Gival» è di Antonio Ciccarelli, consigliere comunale, indagato in Damasco sempre dalla Procura di Roma. L’amministratore unico di Gival è il cognato di Ciccarelli. Di Palermo la Commissione prefettizia ha scritto: «è stato segnalato dalle forze dell’ordine al matrimonio di Tripodo». La Gival di Ciccarelli e Palermo fa un po’ tutto, anche lo stoccaggio di rifiuti pericolosi, seppure in violazione delle norme ambientali; e infatti la Forestale ha proceduto al sequestro. Sono queste le ditte che nel 2007 vanno ad abbattere l’ecomostro e si prendono i soldi che la Regione Lazio ha stanziato per il fine nobile del ripristino ambientale. Un lavoro fatto anche molto male tanto che sempre la Commissione d’accesso a marzo 2008 segnala che sul sito dei Ciurli ci sono ancora i calcinacci, in quanto una delle ditte incaricate non ha i mezzi necessari alla rimozione.

STORIA

La storia dell’Isola dei Ciurli comincia nel 1968 quando l’omonima cooperativa ottiene dal Comune l’autorizzazione a costruire 60 ville sull’area, che misura quasi 21 ettari. Tre anni più tardi, nel 1971, il commissario prefettizio Angelo Barbato annulla tutte le concessioni. Si va avanti per i venti anni successivi in un braccio di ferro anche legale. Fino al 1990, quando il sindaco dell’epoca, Onorato Mazzarino, rilascia a sua volta 21 concessioni edilizie in sanatoria per la realizzazione di altrettanti villini nella zona dei Ciurli. Nel 1992 il sindaco cambia e sale a capo della Giunta Arcangelo Rotunno, il quale congela le concessioni per i Ciurli perché «illegittime». Questo provvedimento sindacale verrà annullato dal TAR nel 1998; nel frattempo la società Ciurili ha presentato richiesta per un piano di lottizzazione convenzionata e ha ottenuto il sì del Comune nel 1999. A quel punto scatta l’inchiesta della Procura che nel 2004 porta alla condanna del costruttore dei Ciurli, Mario Monacelli, a un anno di arresto più la confisca dei beni. È questo il via libera agli abbattimenti per i quali bisognerà attendere la conferma della condanna da parte della Cassazione, a marzo del 2007.

LA COMMISSIONE TROVÒ LE PRIME PROVE

Quando a febbraio 2008 la Commissione d’accesso nominata dal prefetto arriva a Fondi trova nel «caso Ciurli» materiale buono per indagare. È un puzzle da cui mancano tasselli. Si fa strada il sospetto, poi la certezza, che i soldi della Regione Lazio per bonificare i «Ciurli» siano finiti anch’essi nelle mani di imprese ponte, in contatto con la malavita organizzata. Come è stato possibile? Qualcuno non ha controllato: è la prima ipotesi. E la circostanza è simile a molte altre trovate in quei mesi di indagini amministrative. Poi però spunta la società di Ciccarelli, un consigliere che fa capolino qua e là negli atti della Relazione del prefetto Frattasi. La ditta riconducibile al consigliere comunale è la incredibile conferma che i soldi regionali sono andati dove non dovevano, una beffa visto l’alto valore simbolico dell’abbattimento delle 21 ville abusive.

Da Latina Oggi del 19 dicembre 2009

MUSICA E SOLIDARIETÀ, IL CONCERTO DELLA BANDA

di Francesco Avena

Torna anche quest’anno il consueto appuntamento con la musica e la solidarietà. Domani alle 19 presso la chiesa del S.S. Salvatore, il corpo bandistico città di Terracina diretto dal professor Gaetano Palmacci e presieduto da Orfeo Palmacci, si esibirà in un concerto con l’intento di raccogliere fondi per sostenere l’adozione a distanza di Precious, una bimba di 13 anni dello Zambia, in collaborazione con la «SOS Italia, villaggi dei bambini ONLUS». L’evento è giunto alla sua quindicesima edizione, un crescendo di successi e di solidarietà per i bambini dello Zambia. Il repertorio della banda di Terracina spazierà da musiche natalizie e temi da film, passando per brani di musica classica. Come da consuetudine, parteciperà anche il coro «Myricae» diretto dalla professoressa Savina D’Andrea.

Da Latina Oggi del 19 dicembre 2009

TUTTI CONTRO LA TIA

di Diego Roma

L’unione fa la forza. Se si tratta di opporsi all’istituzione della TIA e all’approvazione del piano dei rifiuti, poi, l’unione è tripla. Sono tre le associazioni che hanno deciso, come società civile, di dare battaglia all’approvazione in Consiglio comunale del nuovo servizio di igiene urbana. Lo hanno detto ieri le associazioni Terracina Rialzati, Città Partecipata e il Circolo Eleuterìa in una conferenza stampa congiunta in cui hanno bocciato categoricamente la scelta del sindaco Stefano Nardi di affidare gestione e progetto alla Terracina Ambiente: «Una società che sin dal 2007 – ha detto Lucia Berti – si è dimostrata incapace di garantire il servizio che essa stessa aveva proposto, al contempo determinando aggravi si spesa e bollette più salate». Dello stesso avviso Fulvio Carocci, che invece ha voluto rimarcare il fatto che oggi, un piano che «assomiglia troppo a quello del 2006» costa 2 milioni e mezzo di più. Ma non solo: «L’anomalia – ha detto Carocci – è che il piano non è stato elaborato da tecnici comunali orientati alle esigenze della città, bensì dalla stessa società, che se fino a ieri ha fallito miseramente l’obiettivo oggi si trova ad avere fiducia incondizionata da parte del Comune». Un piano «in cui le cifre compaiono e scompaiono. Spariti i ricavi del differenziato, spuntano invece 500.000 euro di accantonamenti e un milione di euro per nuovo personale». Emilio Marigliani del Circolo Eleuterìa si è soffermato invece su un altro aspetto. Quello che vede il Comune chiedere un risarcimento alla società mista per le inadempienze e il conseguente danno alla società: «E allora, perché tanta fretta a dare la completa gestione dell’appalto ad una società da cui si pretende un risarcimento?». Le associazioni sono pronte a dare battaglia. Oggi e domani saranno in piazza con i gazebo per informare i cittadini sugli aggravi di spesa derivanti dal nuovo piano dei rifiuti.

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

FRATTASI LASCIA LA PROVINCIA

 

di A. P.

 

La notizia non lo ha colto di sorpresa, ma gli ha regalato un certo sollievo. Il prefetto Bruno Frattasi è stato nominato ad un nuovo prestigioso incarico, quello di direttore dell’Ufficio di Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia presso il Dipartimento della Polizia di Stato del Ministero dell’Interno. Subito dopo l’Epifania, Frattasi lascerà Latina per trasferirsi a Roma.

«È una nomina che mi riempie di soddisfazione e che mi impegna ad affrontare questo nuovo incarico con rinnovato spirito e dedizione – commenta a caldo il prefetto nell’atrio del teatro comunale, dove si appresta a sostenere una conferenza stampa per la serata di gala del 21 dicembre – Nessun rammarico, affatto, la permanenza a Latina mi ha regalato tante soddisfazioni e consentito di fare il mio dovere fino in fondo. Ho trovato grande attenzione da parte di tutti e perfino momenti di autentica condivisione da parte dell’opinione pubblica di questa provincia. Ho scoperto in poco tempo di essere profondamente legato a questa terra dove ho svolto il mio primo incarico sul territorio.

Mi auguro di lasciare alla gente pontina almeno una parte di tutto quello che ho ricevuto in termini di rispetto, considerazione e affetto». Frattasi tradisce una certa comprensibile emozione, ma è assai probabile che il dispiacere del distacco sarà ampiamente compensato dalla consapevolezza di andare incontro al recupero di una serenità che in qualche momento è sembrata minacciata. Uomo di grande spessore, Frattasi ha dovuto affrontare da subito, una volta messo piede al palazzo del Governo di Latina, le intemperanze di certa politica locale; lo ha fatto senza lasciarsi intimidire ma anche senza farsi prendere la mano dal ruolo. Spesso isolato, ha saputo gestire con inaspettata freddezza e con grande distacco il «caso Fondi», lasciando che alcuni lo additassero come il vero responsabile dei problemi di quella città, piuttosto che come il funzionario di governo che ha cercato senza mezze misure di riportare la legalità in quella comunità disorientata. Ma il contributo maggiore di Frattasi è stato quello di aver scosso, con la forza del ruolo e l’arma dell’esempio, le coscienze assopite di molta gente di questo territorio, gente che ha riscoperto il valore dell’integrità e della dirittura morale, oltre che il piacere di tornare a schierarsi apertamente in favore della trasparenza e della legalità.

Un’eredità, la sua, che non sarà facile gestire.

Il Ministero dell’Interno ha stabilito che il successore di Bruno Frattasi sarà il prefetto Antonio D’Acunto, 55 anni, nativo di Salerno e proveniente da Crotone dove presiedeva la Commissione Territoriale, organo che riconosce lo status di rifugiato politico. D’Acunto è stato anche commissario prefettizio del Comune di Pomezia dal 2001 al 2002.

Nel giro di nomine del Ministero è stato coinvolto il pontino Antonio Reppucci, che da capo missione per l’emergenza rifiuti a Napoli è stato destinato a ricoprire l’incarico di prefetto di Cosenza.

L’ex prefetto di Latina Alfonso Pironti, predecessore di Frattasi e attualmente prefetto di Taranto, assumerà invece l’incarico di presidente della Commissione Nazionale per il diritto di asilo.

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

BANCO ALIMENTARE PER I PIÙ BISOGNOSI

 

di Alessandro Di Norma

 

Un «banco alimentare» per destinare un concreto aiuto ai cittadini più bisognosi sarà allestito oggi e domani a Sezze dal circolo Rotary club Monti Lepini. Lo scopo è quello di aiutare i cittadini più bisognosi, in un momento segnato da una profonda crisi dell’economica globale, in vista anche, delle prossime feste natalizie. Oggi e domani presso i supermercati in via Monte Trevi e in Piazza IV Novembre saranno allestiti appositi banchi con prodotti a lunga conservazione che potranno essere acquistati per essere poi donati. Oggi il banco rimarrà aperto dalle 15:30 alle 19. Domani dalle 9 alle13 e dalle 15:30 alle 19. Il circolo Rotary club dei Monti Lepini non è nuovo ad iniziative di questo genere. Il «banco alimentare» ad esempio è stato più volte proposto. L’ultima volta durante la settimana di Pasqua di quest’anno (in quell’occasione parteciparono anche altre associazioni cittadine).

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

“ECOMAFIE”, CONVEGNO DOC

 

“Ecoballe ed Ecomafie – Smaltire i rifiuti è una necessità, bruciarli è una speculazione”.

Questo il titolo del convegno che si terrà domani presso l’Aula magna del Tribunale di Velletri (dalle 9.30). Secondo l’associazione “Differenzia-Ti”, organizzatrice e promotrice del meeting, «tale convegno, a significativa valenza tecnico-scientifica, nasce dall’esigenza di sopperire a una carenza di un’informazione autorevole in materia ambientale su tematiche che interessano il territorio dei Castelli, soprattutto alla luce dell’inizio lavori per la costruzione del gassificatore nel comune di Albano. A tal fine saranno ospiti, in qualità di relatori, personalità di spicco, tra cui Patrizia Gentilini (ISDE, International Society of Doctors for the Environment), Antonio Rugghia (membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti), Massimo Morigi (ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), Massimo Gargano (presidente Coldiretti Federazione regionale e vicepresidente nazionale) e Carla Poli del centro di riciclo di Vedelago (TV). Inoltre interverranno Daniele Castri, referente legale del Coordinamento “No-Inc” di Albano Laziale, il giornalista d’inchiesta Claudio Oberlechner (Presidente dell’associazione ONLUS “Diritti e partecipazione”) e Veronica Trasmondi, responsabile Eno-Turismo di un’azienda vitivinicola del territorio».

A tale convegno l’associazione “Differenzia-Ti” ha invitato rappresentanti del mondo dell’imprenditoria, delle forze dell’ordine, dell’ambito giudiziario, della politica, esponenti di tutte le Amministrazioni dei Comuni coinvolti, delle associazioni per la tutela dell’ambiente e della società civile nel suo complesso, ritenendo fondamentale la loro presenza a questo convegno, perché le più diverse componenti del territorio acquistino consapevolezza delle potenzialità e delle problematiche ad esso connesse, ma soprattutto per ideare e sviluppare sinergie volte alla salvaguardia e allo sviluppo dell’ambiente nei Castelli romani, proponendo soluzioni reali. Per informazioni si può contattare il numero 346.8149375 o mandare una e-mail a segreteria@differenziati.org.

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

«FACCIAMO PULIZIA», VOLONTARI IN CAMPO PER IL VERDE PUBBLICO E LA GESTIONE DEI RIFIUTI

 

di G. Z.

 

«Abbiamo scritto sul manifesto che saranno impegnati cento volontari della Protezione Civile. In realtà sono sicuro che saranno di più». È questo l’auspicio mosso dall’assessore agli Affari Generali Luigi Bonadonna ieri mattina in conferenza stampa. Insieme al sindaco Domenico D’Alessio e all’assessore all’Ambiente, i tre hanno presentato il progetto «Chioma ai parchi», una giornata ecologica che impegnerà gli enti derivati del Comune (Multiservizi e Progetto Ambiente) e le quattro associazioni di Protezione Civile (Alfa, CB Rondine, Carabinieri e Amici del Mare) per un’intera giornata. Sarà domenica prossima, l’avvio di un progetto che, auspicano gli amministratori, potrà proseguire a cadenza regolare nel corso dell’intero 2010, in collaborazione con i comitati di quartiere.

«La Protezione Civile – ha detto l’assessore Bonadonna – si è resa disponibile per iniziative di carattere ecologico. Domenica mattina è fissato il raduno in piazza Roma e lì ci sarà il primo intervento di potature. Poi, i volontari dell’Alfa proseguiranno il loro lavoro al parco dei Mille, CB Rondine e Amici del Mare si sposteranno al parco della Lirica di via Mascagni e l’associazione Carabinieri al parco Europa nel quartiere Toscanini».

All’autoparco, nei pressi del comando della Polizia Locale, invece, sarà possibile conferire alla Progetto Ambiente i rifiuti solidi ingombranti. «È questa un’opportunità – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Lombardi – che la comunità fa a se stessa per evitare il fornirsi di continue discariche abusive. L’iniziativa macroscopica di domenica va considerata come la prova generale. È solo l’inizio di una programmazione ecologica, non un intervento singolo. Per il momento abbiamo scelto l’autoparco e le aree verdi più grandi e bisognose di interventi. Confidiamo nel prosieguo della collaborazione con i volontari e con i comitati di quartiere».

Anche il sindaco D’Alessio ha espresso il suo plauso per il progetto di domenica. «La programmazione futura – ha detto – per cercare di mantenere pulita la città è il primo passo. Do merito alla disponibilità a costo zero delle associazioni di volontariato: questo è un fatto importante, dimostrazione del nostro modo di amministrare senza steccati o pregiudizi. Ai cittadini di Aprilia rivolgo un appello: di osservare la grande sensibilità delle associazioni affinché facciano tutti la loro parte per rispettare il territorio dove vivono».

 

DIGITALE TERRESTRE E TV «INGOMBRANTI»

 

Il rovescio della medaglia della nuova tecnologia della televisione italiana, l’avvento del digitale terrestre, è il radicale aumento delle televisioni da buttare. Una città non attrezzata, con una popolazione maldestramente abituata ad abbandonare i propri rifiuti solidi ingombranti nelle discariche abusive, corre il rischio di trovarsi spiazzata dalla novità. Anche per questo, in attesa che diventi operativo l’ecocentro di via Cagliari, l’amministrazione comunale di Aprilia ha pensato ad una sorta di domenica ecologica all’autoparco di viale Europa. Lì si potranno conferire i rifiuti ingombranti di qualsiasi tipo, compresi anche i tanti televisori di vecchia generazione, cui non è possibile installare il decoder per la ricezione digitale. «Quello delle discariche abusive e dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti – ha detto l’assessore all’Ambiente Alessandra Lombardi – è un problema serio che esiste da anni e che non possiamo ignorare. Considero quella di domenica la tappa zero di un lungo percorso di decoro in tutti i quartieri e nelle borgate».

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

PANTANELLO, OASI DI NATURA

 

di Daniele Del Giovine

 

«Creare nuova natura». È questo l’obiettivo che è stato raggiunto nel monumento naturale dei Giardini di Ninfa. La Fondazione Roffredo Caetani, in collaborazione con la Fondazione Camillo Caetani e con l’intervento della Regione Lazio, ha inaugurato martedì l’area rinaturalizzata di Pantanello, nel Monumento Naturale dei Giardini di Ninfa.

Su un’area di circa 100 ettari, a partire dagli anni ‘90 sono stati realizzati un impianto boschivo e un sistema di aree umide per agevolare la sosta e la nidificazione. L’area interessata si trova infatti sulla traiettoria delle principali rotte migratorie, è attraversata da uccelli che provengono dai Paesi africani, diretti in varie aree dell’Europa; in questo ambiente trovano l’habitat adatto, oltre che per nidificare anche per fare una sosta rigeneratrice. È stata altresì reintrodotta la vegetazione tipica, allo scopo di ricreare un ambiente umido, ambiente ampiamente diffuso nella palude pontina fino agli anni ‘30. Le aree umide coprono in tutto circa 15 ettari e costituiscono un importante patrimonio, la cui salvaguardia costituisce un prezioso valore per la biodiversità L’assetto naturalistico, con i boschi e le varie aree umide, ha cominciato sin da subito a rispondere agli scopi prefissati e sono arrivate anatre selvatiche, aironi, pavoncelle e altre specie rare che hanno trovato nella zona umida un nuovo rifugio.

«Per intuizione del WWF Italia – ha detto Maurizio Cippitani, presidente del WWF di Cisterna -, di Lauro Marchetti e grazie al finanziamento della Regione, è stato raggiunto questo importante obiettivo. Certo, quando ci furono i primi lavori da fare, si sollevò molto rumore; non tutti erano d’accordo alla costituzione di questa zona umida. Parlavano di malaria, di zanzare, di abbassamento della falda idrica. Il mondo scientifico sorrise a tutto questo e si decise così di andare avanti. L’ex sindaco Mauro Carturan, che si diceva un ambientalista, pensava alla bretella e alla cementificazione, la sua amministrazione stava facendo perdere il finanziamento per questo progetto che rappresenta il primo esperimento nazionale della creazione di nuova natura. Per lavare la “vergogna” di tanti anni fa, il Comune di Cisterna prenda ora degli impegni significativi. Siamo disposti ad avviare una seria collaborazione su Ninfa, per trovare risorse che permettano di valorizzare il territorio anche intorno all’Oasi».

«Ninfa 2 ( così chiamano gli addetti ai lavori il progetto, ndr) – dice Lauro Marchetti – può essere considerato il centro di riferimento per la tutela ambientale. Qui abbiamo anche un centro congressi per accogliere tutte le associazioni ambientaliste. Nel 1992, insieme a Fulcro Pratesi e Arturo Osio, vedevamo solo un campo tutto nudo, solo una coltivazione di erba medica. Osservando le foto del secolo scorso, abbiamo pensato di riproporre e ridare identità al territorio. Oggi abbiamo dato un contributo alla bio diversità, salvando una porzione di territorio dove le persone possono rivivere l’ambiente del passato. Molte le scuole che a titolo sperimentale stanno venendo qui. I risultati sono entusiasmanti, è bellissimo sentire commenti di grande ammirazione. I bambini recepiscono più di noi, ho visto tanta gioia in questo esperimento».

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

SUD PONTINO, SCORRE ACQUA MARRONE DAI RUBINETTI

 

Di nuovo disagi per la mancanza di acqua potabile nel sud pontino. Le piogge di questi giorni hanno intorbidito le sorgenti di Mazzoccolo e Capodacqua e così in tutti i comuni serviti da queste fonti l’acqua che esce dai rubinetti è di colore marrone.

Anche questa volta fioccano le polemiche da parte dei cittadini alle prese con il problema che si ripresenta periodicamente ogni qualvolta c’è brutto tempo. Non possono utilizzare il liquido delle proprie abitazioni e molti sono costretti a comprare le bottiglie di acqua anche per lavarsi.

La società Acqualatina consiglia «di limitare l’utilizzo dell’acqua ai soli scopi igienico sanitari», e rassicura che «il fenomeno, al momento, è costantemente monitorato. Si darà pronta informazione sull’evolversi degli eventi».

Le zone interessate dal fenomeno sono i Comuni di Minturno, Spigno Saturnia, Castelforte, San Cosma e Damiano, Formia, Gaeta, Coreno Ausonio e Ausonia.

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

AVIS CASTELFORTE, DOMENICA LA RACCOLTA SANGUE

 

di O. M.

 

«Affinché la vita rifiorisca». È con questo titolo che prenderà il via questa domenica alle 8 presso piazza San Rocco a Castelforte l’ormai annuale raccolta di sangue organizzata dalla locale sede dell’AVIS.

Grazie al supporto di un gruppo di volontari e infermieri attivi presso l’ospedale «Dono Svizzero» di Formia, la giornata sarà dedicata interamente alla memoria della dottoressa Angela Forte, della mamma Annunziata Luongo, scomparse in un incidente stradale nel 2005. A seguito del tragico evento, infatti, da tre anni il gruppo AVIS organizza con il riconoscimento dell’amministrazione comunale, provinciale e della XVII Comunità Montana, una giornata di raccolta sangue in ricordo delle vittime, un tempo impegnate nel sociale. La grande marcia di solidarietà aperta a tutti i donatori durerà fino alle 12 e sarà anche l’occasione di ricevere un check-up dell’emocromo messo a disposizione dei volontari AVIS per valutare lo stato di salute dei cittadini più solidali.

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

POMODORI FUORILEGGE

 

di Maria Sole Galeazzi

 

Agricoltura al collasso, il pericolo viene dal Marocco. Almeno per quanto riguarda un prodotto importantissimo per il mercato della piana ovvero il pomodoro. I dati di Coldiretti parlano chiaro e sono allarmanti: si passa dai 2.782.176 kg importati nel 2007 ai 3.005.329 del 2009. Quanto basta per chiedere al Governo di dare un taglio a quello che non è più libero commercio quanto piuttosto il progressivo ammutinamento dell’economia agricola. E l’appello parte proprio da Fondi, del responsabile provinciale Coldiretti Marco Francia e dal segretario Lino Conti. «Le importazioni di pomodoro dal Marocco – fa sapere Conti – hanno pesanti ricadute sulle nostre produzioni, che trovano il loro mercato sia in Italia che negli altri Paesi dell’Unione. Un aumento dell’import di questi ortaggi creerebbe grossi problemi dove, spesso, l’agricoltura è l’unica risorsa di reddito e di occupazionale. Intanto la Coldiretti di Fondi chiederà immediatamente un incontro con gli organi preposti per verificare se tutti i prodotti, provenienti da questi Paesi vengono correttamente etichettati. Altro aspetto da non sottovalutare è la sicurezza alimentare. Difatti la normativa in materia sanitaria di questi Paesi, consente l’ utilizzo di principi attivi che in Italia sono vietati da diversi anni. La corretta etichettatura dei prodotti, rappresenta un elemento fondamentale per fa si che il consumatore faccia scelte consapevoli. Attraverso la corretta etichettatura del prodotto, il consumatore può scegliere tra un prodotto italiano garantito o un prodotto di chissà quale Paese, di cui non si conoscono le regole della produzione. Ma il problema va visto su scala internazionale ed è legato anche alle decisioni del Governo. Gli accordi per aumentare le importazioni di pomodori dal Marocco mettono a repentaglio il sistema agricolo delle nostre zone. Sono infatti numerosi i territori e le imprese la cui economia, anche nei periodi più freddi, è basata proprio sulla produzione di questi ortaggi. In alcune aree il riscaldamento si usa solo in caso di gelate; in altre si utilizzano serre riscaldate per produrre pomodori anche nella stagione fredda. In Italia queste imprese ad alta specializzazione sono già state messe a forte rischio dalla decisione dell’Agenzia delle Dogane di sospendere la riduzione dell’accisa sul gasolio per il riscaldamento: una scelta incomprensibile, fortemente contestata da Coldiretti e rigettata anche dal Ministero delle Politiche Agricole. Per proteggere l’economia e il lavoro è assolutamente necessario che gli accordi vengano sospesi e sia immediatamente ripristinata l’accisa-zero per il gasolio destinato al riscaldamento delle serre». E la battaglia contro la crisi del comparto agricolo va avanti su tutti i fronti, a Roma con le manifestazioni, e nei singoli comuni con tutti i mezzi possibili per tutelare il proprio lavoro.

Da Latina Oggi del 17 dicembre 2009

 

GRATIS SUI MEZZI PUBBLICI PER COMBATTERE LO SMOG

 

di Diego Roma

 

Meno smog durante le feste natalizie. Questo l’obiettivo dell’iniziativa posta in campo dalla Direzione Regionale dei Trasporti, che per ridurre l’inquinamento dovuto al traffico stradale durante le feste ha promosso viaggi gratuiti sui mezzi pubblici cittadini. «Si tratta del progetto “Promozione dell’utilizzo del mezzo pubblico per ridurre l’inquinamento da traffico durante le festività natalizie” – spiega il sindaco Stefano Nardi – al quale l’amministrazione comunale ha aderito con entusiasmo. Da oggi al 31 dicembre 2009 tutti i cittadini che utilizzeranno i nostri mezzi di trasporto pubblico, grazie a questa lodevole iniziativa, viaggeranno gratuitamente. È un progetto importante – termina il sindaco Nardi – perché finalizzato ad incentivare l’uso del trasporto pubblico locale, ridurre quanto più possibile il traffico veicolare sulle strade dello shopping natalizio, ed abbattere conseguentemente l’inquinamento prodotto dai gas di scarico degli autoveicoli».

Ci salvano i cinesi

Dal sito Internet www.comedonchisciotte.org (pubblicato il 17 dicembre 2009)

 

CI SALVANO I CINESI

 

di Francesco Bonazzi e Stefano Feltri (Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/, link: http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/12/17/ci_salvano_i_cinesi.html)

 

Dio benedica la Cina e il suo capitalismo a corto di democrazia, ma non di denari. Da nemico pubblico numero uno, buono per gli slogan più beceri della base leghista e le macrovisioni geopolitiche di Giulio Tremonti a silenziosi partner. Niente più polemiche. Niente più insulti. Anche la Chinatown di via Sarpi (Milano) o dell’Esquilino hanno smesso di preoccupare. Una volta a Roma perfino i tassisti malignavano su tutti “’sti cinesi amici di D’Alema”. Oggi sono amici di Tremonti?

Il viaggio del ministro dell’Economia a Pechino, con tanto di lezione alla scuola quadri del Partito Comunista ha sollevato qualche domanda. È lo stesso ministro che si vantava (nel libro “Rischi fatali” del 2005) di essere stato “il primo politico occidentale” a individuare nella Cina “non solo una fantastica opportunità” ma anche “una incombente drammatica negatività”. Che i rapporti siano sempre più stretti lo dimostra anche la visita imminente dei dirigenti del CIC, il China Investment Corporation, opaco fondo sovrano (cioè che gestisce per conto del governo i surplus del bilancio cinese) che arriverà in Italia per trattare accordi con la Cassa Depositi e Prestiti, braccio operativo della politica economica tremontiana.E non può essere una coincidenza che circolino voci – poi smentite – dell’interesse di un’azienda cinese per acquisire lo stabilimento FIAT di Termini Imerese.

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La spiegazione della metamorfosi circola da settimane nei corridoi delle banche che si occupano di collocare sui mercati internazionali il debito dello Stato italiano: i cinesi hanno cominciato a comprare sempre più BOT e BTP, garantendo il successo delle aste e una domanda tale da mantenere bassi i rendimenti (cioè il costo dell’indebitamento per lo Stato). Racconta un banchiere di una grossa banca statunitense che partecipa alle aste del Tesoro italiano: “Per muovere il mercato in senso favorevole non bisogna neanche comprare moltissimo. Basta un grosso ordine da un investitore che potenzialmente può comprare ancora per aiutare a dare la direzione giusta”.

Visto il loro peso specifico, le mosse dei cinesi hanno un impatto forte: “Se i grossi investitori sono anche istituzionali e cinesi, e questi ultimi sono molto liquidi anche perché si stanno spostando sempre più dal dollaro all’euro gli altri trader poi hanno paura di vendere e naturalmente il mercato sale o regge i livelli”. Con la riservatezza tipica del settore, quindi sotto garanzia di anonimato, anche altri banker confermano. “Il crescente interesse di clienti cinesi per i vostri titoli si è registrato in modo visibile già a marzo e aprile. E ancora a ottobre, durante l’ultima asta del BTP a 30 anni, si sono visti movimenti in crescita da Pechino”, dice un altro banchiere d’affari straniero, specializzato sul debito pubblico Sud Europa. “Grossi ordini da investitori cinesi hanno ‘incoraggiato’ la domanda di BTP”, rivela un terzo banchiere da Londra, più laconico ma sicuro nell’indicare un fenomeno nuovo “e che andrà sicuramente crescendo nel 2010, quando l’Italia dovrà collocare oltre 150 miliardi di titoli”.

I cinesi hanno molta liquidità da investire e sono molto attivi sui mercati, anche per la loro politica monetaria di cambio fisso tra yuan e dollaro. E quindi, spiega un banchiere italiano che ha lavorato a lungo per banche tedesche: “Possono decidere di comprare quello che vogliono. Comprano titoli americani per sostenere il debito (e il consumo) in quel Paese. Comprano titoli in euro e commodities per differenziare i loro investimenti”.

Il Tesoro

Trovare conferme dal Ministero di via XX Settembre non è facile. Nelle aste normali dei titoli di Stato gli acquirenti sono anonimi, almeno in una prima fase, e anche quanto l’identità diventa pubblica si tratta comunque di intermediari. E il Tesoro non è troppo interessato a sapere dove finisce il debito. Qualche informazione in più è disponibile sui collocamenti di titoli particolari, per i quali il Ministero si rivolge a un “sindacato di collocamento”, di solito composto da cinque banche, che si occupa di sondare il mercato di piazzare poi l’emissione.

E spesso il sindacato comunica anche indicazioni sulla provenienza geografica degli acquirenti. Nel 2009 ci sono state tre operazioni di questo tipo e tre comunicati che si limitano a dire: “Non è mancata anche la presenza di investitori residenti in Asia e negli USA”. Il grosso viene comunque piazzato in Europa. A fine 2008, dice la Banca d’Italia, su 1,3 miliardi di debiti del settore pubblico 742 milioni erano in mano a investitori fuori dall’Italia. Ma nel 2009, si legge in una tabella dell’ultimo bollettino di Bankitalia, i titoli di Stato in mano straniera ha subito un deciso aumento. Un funzionario di alto livello del Ministero non si sbilancia sul nuovo feeling con i cinesi e sul loro attivismo, ma dice: “Credo di poter dire che assistiamo a un aumento della componente asiatica, ma si tratta di un’informazione soltanto qualitativa”.

E forse alludeva a questo Tremonti, quando ai giovani quadri del Partito Comunista Cinese ha citato Karl Marx: “All’antica indipendenza nazionale si sovrapporrà una interdipendenza globale”. E pensare che sono passati soltanto quattro anni da quando, in “Rischi fatali”, il ministro denunciava: “È il resto del mondo, soprattutto la Cina, che sfrutta la debolezza dell’Europa. La colpa non è della Cina. La colpa è dell’Europa”.

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